Mariagrazia Bondioli

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Archive for maggio, 2009

non sempre vissero felici e contenti… meravigliosa creatura (parte3)

maggio 06, 2009 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

ginestra1C’era una volta… (tutte le fiabe cominciano così) una donna che sapeva narrare storie belle e fantasiose. Viveva in una casa senza porte o chiavistelli fatta di note musicali e poesia. Un brutto carattere spigoloso e strano, l’aveva relegata al ruolo del brutto anatroccolo. Non sperava più di trasformarsi in cigno. Si reputava, a volte,nei giorni di sole, una vezzosa paperella, e questo le bastava! La vita avventurosa e difficile l’aveva fatta invecchiare prima del tempo. Lo scorrere dei giorni e le ripetute delusioni avevano ucciso la speranza e la fiducia negli altri, in tutti gli altri.

Sorrideva raramente e gli occhi troppo spesso erano spenti, stanchi. Eppure questa donna, in un angolo nascosto del suo cuore era follemente innamorata dell’Amore.dsc_0018aa

 Molti si chiedevano perché, avendo avuto una vita tempestosa e sempre in salita, quella strana tipa, non si  fosse ancora rassegnata a trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza, in  tranquilla solitudine.

Parecchie persone le raccontavano che l’amore di un uomo non era poi così importante… ad una certa età.

Che nel mondo c’erano guerre, e violenza e bambini costretti a lottare per la sopravvivenza; che quelli sì… erano problemi!

 Che accantonasse questa idea balzana della recherche. Non esiste una vie en rose, commentavano.

Qualche vicino, saggio, le aveva detto che era sufficiente cercare l’amore nello sguardo delle persone che le stavano attorno. Non avevano proprio capito nulla di lei.

Era nata “diversa” e da sempre lo sapeva.

 Lei ascoltava,faceva tesoro dei pensieri altrui, non criticava gli amici, li guardava con tenerezza, ma sapeva, in cuor suo, che il compimento del Libro della sua Leggenda Personale,aveva bisogno solo di quel calore che solo una persona speciale avrebbe potuto donarle.

Così,instancabile e triste, continuava a tessere e filare al suo arcolaio dell’affetto. E donava, instancabilmente donava, nella certezza che un giorno quell’amore le sarebbe stato restituito. biancospino

Pensava che anche a Penelope avevano consigliato le stesse cose, ma anche lei ..zuccona aveva continuato ad aspettare Ulisse…

Così un bel giorno,dopo che per l’ennesima volta,qualche amico sciocco e superficiale l’aveva dileggiata bonariamente, cominciò a raccontare :

“Ognuno di noi è diverso e per questo unico. In ciò sta la bellezza del creato. Ogni essere umano vive, seppur inconsapevolmente, in funzione del suo essere irripetibile e indispensabile per qualcuno..E fiorisce quando l’altro gli dimostra dedizione e premure :questo dunque è il motore che ci lega gli uni agli altri e ci spinge a camminare per le strade della vita. A taluni è dato di viverlo a piene mani, ad altri,esso viene lesinato. A tutto c’è una spiegazione..

“Io sono grata alla vita perché mi ha dato una manciata di minuti di grande gioia. Ho avuto anch’io quello scampolo di “secondi” nei quali ho percepito l’essere “speciale” per qualcuno. Centro dell’universo. Farfalle nello stomaco. Stelline e campanelli tintinnanti. La certezza che la vita poteva finire in quel preciso istante, che sarebbe stata la stessa cosa. Ed essendo un fatto che mi è stato dato di provare, una ed una sola volta,  lo ricordo benissimo. E lo serbo nel cuore come dono prezioso, perché ci sarà un giorno, nel quale, so che, potrò restituirlo con i dovuti interessi..

 

“La casualità degli eventi, incontri che non si pensava mai di fare” riprese la donna . “Uomini speciali che ritroviamo sul nostro cammino. Vicende che ci cambiano l’esistenza. Insoliti pomeriggi con bagni di parole e scambi di opinioni. Carrelli della spesa e partite. Improbabili pizzerie e cene nei ristoranti cittadini. Cumuli di lavoro come Everest inespugnabili. Corse fuori e dentro i tram. E’ la vita che scorre come continue entrate ed uscite dagli stores della sopravvivenza. E tutto dipinto di varie tonalità di grigio. Banalità del fluire quotidiano dell’esistenza. Questa è la nostra diarietà, un outlet di necessità soddisfatte o da soddisfare,illuminata fortuitamente da mesto neon di serenità intermittente.

Niente di che… poi un bel giorno, la sorpresa.

larice 

Un’onda di calore bellissima, occhi che si sono riempiti di lacrime, senza piangere. Un solo sguardo capace di parlare. Esclamazione di gioia e stupore bloccata nella gola. Parole non dette, frenate dalla “ragione” .Desiderio d’incontro bloccato dalla consapevolezza di sé, dal proprio autocontrollo. Silenzio d’amore assordante. Esperienza emotiva breve ma intensissima,forse il tempo di una canzone. Consapevolezza di  non necessitare di fisicità perché  quell’esperienza ,la conteneva già tutta, ed in tutte le nuances possibili, da far apparire il Kamasutra come uno scolorito fumetto. Non è stato possibile fermare il tempo.”

“Poi violento e lacerante lo strappo… consapevole. La felicità degli altri viene sempre prima della nostra..”continuò la donna.

 

 “Ora, è la certezza che ognuno di noi ha un destino ed un proprio Tempo da  portare a compimento con tutta calma. E’ la certezza che fretta, egoismo ed individualismo non pagano. Un amore vero sa tacere. E’ il convincimento sicuro, che al mondo, ci sono persone capaci di amare così profondamente che, con il loro silenzio, pagheranno due conti alla vita. Ma lo faranno con gioia. Visione forse dantesca dell’amore di per sé stesso. La sicurezza che deve solo chiudersi un ciclo.

A volte sono quei secondi a trasformare due“esseri”, in meravigliose creature. Uniche. Preziose. Anche se la magia dura pochi istanti. Saranno proprio quegli attimi a colorare di senso una storia personale.

Da quel momento non ci sarà più tempo per i rimpianti, perché sarà tempo di gioia. Non sarà desiderio di possedere. Perchè un amore non trattiene nulla per sé, ma si fa dono. E cresce della gioia dell’altro.

 crocus

Ora deve solo scorrere il tempo nel quale ognuno è chiamato a portare a maturazione e compimento la propria leggenda personale. Dando a sé stessi ragione dell’assenza. Trovando una logica al dolore che certe solitudini impongono. Le grandi storie non hanno fretta. Né ce l’hanno i grandi uomini o le grandi donne che colorano la Storia.”

Così dicendo la donna si rabbuiò, fu una fugace frazione di secondo. Il viso le si illuminò nuovamente,di un dolcissimo sorriso, mentre riprendeva:

“tutto questo io l’ho sperimentato, l’ho vissuto appieno.”

“… e quando lui avrà cavalcato il successo personale, avrà sperimentato tutta la bellezza ed i suoi limiti. Quando avrà viaggiato e calmato la sua sete di conoscenza. Quando avrà esaurito il ruolo di accudimento. Quando i figli avranno cominciato a volare fuori dal nido. Quando avrà messo a fuoco il vuoto del vivere senza stupore e fantasia. Quando la bellezza sarà sparita dal suo viso. Quando il suo fisico non sarà più scattante. Quando ci saranno rughe su quel volto, i capelli saranno canuti e le guance scavate dai pensieri, quando le spalle curve dimostreranno le primavere trascorse e la stanchezza dimorerà nel suo sguardo, quando l’orecchio non percepirà tutte le note del suo essere sinfonia. Quando prendendolo in giro lo chiameranno “vecchio” e proverà un senso di smarrimento. Quando si sentirà solo e guarderà la pelle avvizzita delle sue mani, per ricordarsi l’emozione di quella carezza mai elargita e di quell’abbraccio temuto e negato,quando arrabbiato con il tempo che scorre inesorabile, si allontanerà nei boschi, in solitudine, per cercare risposte non trovate prima d’allora,ecco..quando se ne andrà in montagna, un bel giorno, girando la testa , scoprirà che … io sono da sempre seduta sulla panchina, con il mento tra le mani e sorrido. Lo stavo solo aspettando perché dovevo restituirgli quei secondi, con gli interessi!E capirà che non è mai stato solo. Ed allora quella lacrima potrà scendere, quella gioia potrà essere lasciata libera, quel silenzio si riempirà di parole. E quell’abbraccio potrà sciogliersi”.

Mi spiace, amici del blog..ma questa storia non finisce con il famoso ..e vissero a lungo felici e contenti!

.

 

 

 

 

meravigliosa creatura (parte 2)

maggio 06, 2009 By: mariagrazia Category: Uncategorized

 

 Sull’onda del successo della Nannini, mi era nata dalla mia fantasia,una breve storiella .La condivido con gli amici del blog..

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Il bisogno di essere meravigliosa creatura per un qualcuno sulla terra, una metà del cuore o l’altra metà del cielo; potersi trasformare, almeno a tratti, in battito o respiro per un’altra persona, credo sia esigenza umana.

 In ciascuno è implicito il desiderio di essere puntino argenteo luminoso sulla spalla sinistra dell’amato-almeno, io così ho percepito me stessa, per un periodo felice della mia vita- Riprendo un concetto caro, espresso da Coelho nel suo romanzo “Brida”. Noi siamo nati per attraversare la nostra esistenza, almeno a tratti, in compagnia. Anche se il più delle volte ci ritroviamo ed accettiamo di buon grado di camminare da soli, seppur in coppia. Sostanzialmente creati per esistere “soli”, ma desiderosi di intessere rapporti affettivi, mentre percorriamo il deserto dell’esistenza, in modo da poter mettere a fuoco il valore della nostra essenza, la nostra unicità,entrando in relazione profonda con Colui, che è sorgente dalla quale siamo nati, seppur gocce piccole ed infinite. Condividere una relazione affettuosa, che non necessariamente diventa amorosamente intima, è importante. E così proustianamente, on va à la recherche..

Chi non è stato “meraviglioso” da piccolo… più di tutti gli altri.

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Costoro vantano un “credito affettivo” inestinguibile,infinito. Sete di un amore negato. Non hanno potuto sviluppare ciò che in psicologia viene definito come “capacità di creare confini,limiti all’interno delle proprie percezioni emotive”. Essendo più fragili su questo versante,sono preda di sonori abbagli , prendendo lucciole per lanterne… Come diceva Troisi “pensano sempre, fosse amore … ed invece era un calesse!”

Si ritrovano sposati, a volte inconsapevolmente,con conseguente morte della gioia, della fantasia, della spontaneità affettiva e della gratuità, legati da un vantaggioso rapporto basato sul do-ut –des. Non hanno provato né emozioni né passione, poiché non le avevano mai conosciute e sperimentate in precedenza.

Morte del “genio” e della “creatività affettiva”. Della libertà di esistere e di avere desideri ed aspirazioni proprie, stop al proprio andare creativo attraverso il mondo. Triturati nel ruolo  grazie a quell’implicito Diritto di possesso, sancito dallo stato e/o da santa romana chiesa. Nel nome del Padre..si approda così al triste “possesso monogamico dell’altro”, di una routine grigia ed “agoviante”: tutto diventa talmente intricato che da quel malefico ingarbugliamento sociale, che se ne esce con grande fatica. Un mortifero labirinto. Una dipendenza psico fisica di tipo esistenziale. Intorno un mefitico odore di marcio:tradimenti, bugie, crollo della fiducia. Il tutto condito da grigia noia a bizzeffe.

E così passano i giorni, i mesi, gli anni e ti ritrovi che la vita ti è scivolata dalle dita. Quando te ne accorgi, è tardi. E’ irrimediabilmente troppo tardi…

 

meravigliosa creatura (parte 1)

maggio 06, 2009 By: mariagrazia Category: Uncategorized, analisi socio-psicologica

Meravigliosa creatura

 

Bello questo titolo, sintetico ma semanticamente ricco. L’idea di “meraviglioso” rimanda al concetto di stupore, di incanto, di bellezza,di esplosione, di emotività creativa. Nonché ad una serie di connotazioni intrinseche, positivamente edificanti, laddove riferito ad un individuo.

Personalmente,trovo che la nozione di “stupefacente”, sinonimo di meraviglioso, difficilmente sia abbinabile agli esseri umani , soprattutto adulti.

 

 Sarà la mia indole crepuscolare, sarà un feeling ossianico che mi appartiene, sarà il mio strisciante pessimismo esistenzialista, frutto di una esperienza vitale matrigna,ma  di “esseri straordinari”, ne ho incontrati ben pochi..Contandoli tutti, dovrebbero stare, sulla metà di una mano monca. Pertanto, di norma,considero gli Uomini alla stregua della terza definizione sinonimica del thesaurus..e cioè “esseri umani viventi”.Per contrapporli al mondo animale.

E sinceramente anche da questo punto di vista,credo gli animali deludano molto meno. Più conosco gli uomini e più apprezzo le bestie. Almeno nell’ultimo triennio.

 

Il termine “creatura” di origine latina, ha un tenerissimo significato aggiunto. “Creaturus” racchiude la gradevole idea di una futura presenza , di una “essenza in nuce, pensata, desiderata, voluta per atto d’amore gratuito, nel dono di sé all’altro.”

L’appartenenza alla categoria delle meravigliose creature, comincia ancor prima della nascita,esclusivamente, si è considerati“straorinario, prezioso dono” per i futuri genitori. Il termine “creatura”, dialetticamente racchiuderà in quel caso, il concetto di anelato, sognato, prediletto. Ecco,se questi participi possono essere abbinati al termine creatura, allora già è un Good Omen, per dirla alla Coleridge.Avremo un “esserino fortunato”, nato sotto una buona stella.

In caso contrario,non sei ancora nato, che già ti ritrovi a pedalare in salita. Chissà se è vero, come sostiene Morandi, che poi, uno su mille ce la fa!

Appena trovo quell’uno, lo scriverò sul blog!

 

Qualche tempo fa, una persona a me molto cara,una degli appartenenti di diritto, alla famosa “mano monca”e per questo considerata da me unica ed eccezionale,probabilmente, in un momento di obnubilamento cerebrale mi ha definito meravigliosa creatura.

Non l’ho mai ringraziato abbastanza, per avermi associato al titolo della Nannini. Ricevere un complimento, soprattutto da chi notoriamente ne è avaro, è stata una iniezione corroborante alla mia autostima .La cosa tragica è stata che per un breve lasso di tempo, ci ho pure creduto!

 Non mi ritengo “meravigliosa creatura” per nessuno anche se confesso, mi sarebbe piaciuto poter essere speciale od unica, almeno per qualcuno. E ritengo questo desiderio di unicità essere sogno nascosto di molti, non solo mio. Anche di quelli che lo negano. Desiderio recondito di essere amati,solo perché esistiamo.

 

  Non voglio sembrare blasfema,ma ritengo che troppe persone vengano “messe al mondo, NON create”.

E per questo motivo sono, loro malgrado, prodotto biologico di una copulazione casuale, frutto dell’  incontro fortuito tra uno spermatozoo ed un ovulo ed in seguito costretti ed esistere pur non avendo mai chiesto di nascere.

E si può stare tranquilli che ci penserà la vita a ricordare a questi poveri cristi la loro provenienza fortuita.

 

 Essere umani da usare, da abusare, da strapazzare,da spremere,ai quali chiedere o dai quali esigere sempre, e sempre di più. Difficilmente individui da amare gratuitamente. Da amare, semplicemente perchè nati ed esistiti. E la “meraviglia” che è in noi, ha bisogno di cura , amore e conferme per svilupparsi ed esplicitarsi. Necessita di attenzione e di tempo. Richiede vitamine affettuose per poter crescere al meglio e dare molto frutto.