Mariagrazia Bondioli

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Archive for giugno, 2009

le marmotte

giugno 15, 2009 By: mariagrazia Category: tempo libero

Questo è l’ultimo incontro molto ravvicinato …!

 

  

Vacanze? io agriturismo e tu?

giugno 15, 2009 By: mariagrazia Category: vacanze

blogMetti una domenica assolata e la voglia di fuggire dalla città coi suoi ritmi frenetici. Esigenza di “staccare la spina”. Quel bisogno di aria fresca e sottile d’antan, misto ad erba tagliata e fieno. Quel ghiribizzo bucolico, che ti assale quando meno te lo aspetti. Nostalgia di un tempo che scorre lento. Desiderio di rilassamento che assale all’improvviso dopo una settimana densa di impegni lavorativi. A voi non accade mai?

 

Cari amici del blog… vi dò una dritta.

 

Salite in auto e percorrete la statale che vi porta in Valcamonica, arrivati ad Edolo prendete  direzione Ponte di legno. Godetevi una carrozzabile gradevolissima che da Incudine, lentamente si inerpica in montagna. Noterete come paesaggi, flora e fauna varino con il mutare dell’altitudine, per assumere quella caratteristica tipicamente alpestre. villa4

 

Poco oltre l’abitato di Temù , dietro una curva, troverete le indicazioni per Villadalegno, una frazione abbarbicata sotto il Monte Coleazzo.

 

Ecco, nel cuore di tale piccola perla camuna, recupererete l’agriturismo di Alda e Angelo.

Sui cartelloni pubblicitari trovate l’indicazione “Agriturismo Belotti”, per me, sono solo Alda ed Angelo, dalignesi dal cuore grande e generoso. Quelli che… se arrivi alle nove di sera, sotto una bufera di neve, ti allungano un sorriso ed un piatto di squisita polenta fumante e formaggio casereccio.

 Quelli che, se sanno del mio arrivo, o dell’arrivo dei miei amici, si prodigano perché la loro permanenza passi nell’album dei ricordi profumati ed indimenticabili. Parlare di loro non mi è facile, rischio di contaminare la realtà oggettiva, con l’affetto che provo. villa1Camuno lui, trentina lei, caratteri socievoli ma spigolosi forgiati dal clima dell’alpe. Ma la gente di montagna è così e non può essere diversa da così. A volte, percepisci in certi loro gesti, le asperità delle cime. Gente di poche smancerie o convenevoli, lavoratori indefessi, concreti. Sempre disponibili, sempre pronti all’aiuto. Grande cuore. Alda sempre sorridente, Angelo, come il clima di montagna… mutevole. Entrambi di una gran simpatia. 

 

La loro piccola ma graziosa azienda agrituristica, pochissime camere doppie o triple, destinate agli “eletti”, sorge in una bella casa recentemente rinnovata ed ampliata, con pietre a vista. Solida, semplice ma accogliente. Nulla di eccessivo, linearità da gustare a piene mani. Camere con soffitto in legno ed arredi rustico-montano in pino biondo, come il sole che vi sveglia al mattino, quando affacciandovi dalle finestre, godete di un paesaggio da urlo.

 segnalibro-adamello

 Non cercate il lusso da Alda ed Angelo, non lo troverete: perché quello…  non è di casa là, sarebbe una stonatura.Tutto è minimal, calibrato ed in armonia con l’ambiente circostante.   

 

D’estate occhieggiano alle finestre, dei gerani rosso fuoco. A volte, tra i fiori, si riesce ad intravedere Alda indaffarata in cucina, già di buona mattina, mentre prepara pasta fresca, calsù, pizzoccheri, gnoc de la cüa o i suoi dolci genuini. E mentre Alda è affaccendata, Angelo è alle prese con il suo caseificio: un gioiellino piccino picciò, che produce burro, formaggi freschi o stagionati, salumi davvero notevoli. Altre volte te lo trovi di ritorno, sul suo jeeppone verde, in arrivo dall’alpeggio dove alleva maiali, vitelli, mucche da latte, pecore e conigli. Per cui sai già che la carne che mangerai, non è “gonfiata..”ma nostrana.agnello

 

Una vacanza da questi amici è davvero consigliabile. Il costo della pensione completa oscilla tra i 60,00 ed i 75,00 euro al giorno, mentre la mezza pensione è di 50,00/60,00 euro. Esiste anche l’opzione B&B, cioè Bed and breakfast, a 40,00 euro al giorno.

Coloro che desiderano un tuffo nella natura ma dispongono solo di una manciata di ore a disposizione, da Angelo ed Alda è possibile pranzare o cenare, al costo medio di 20,00-25,00 euro.

I prodotti artigianali dell’agriturismo:burro, formagelle fresche o stagionate, crema di tarassaco e sambuco, marmellata di ribes o frutti di bosco, liquori alle erbe, pomate realizzate con le resine e la cera d’api, sono in vendita per gli ospiti, e secondo me sono davvero imperdibili! Quindi voi tutti golosoni e buon gustai del blog..non trattenetevi! Esagerate pure e portatevi a casa uno scampolo di Valcamonica!  villa3

 

Qualche “chicca”: l’agriturismo è aperto tutto l’anno, estate ed inverno. Nei periodi festivi, come Natale, Pasqua,o Ferragosto è meglio prenotare non solo il soggiorno, ma anche il ristorante, poiché la capienza  è contenuta.

Le 2 sale da pranzo accoglienti, in stile Bauern, come si addice ai ristori alpestri,con splendida vista sui monti,non sono enormi. Pertanto, sarebbe un peccato arrivare e non trovare posto per farsi coccolare dalle leccornie gastronomiche di Alda e dalla cortesia di Angelo.

 

In stagione invernale, l’agriturismo dispone di convenzioni o facilitazioni con gli impianti sciistici di Temù. Inoltre, da Villadalegno è possibile fare belle passeggiate con le ciaspole o uscire per escursioni mozzafiato.

 

In collaborazione con l’azienda autonoma di soggiorno di Ponte e di Temù, in estate, si organizzano gite nel parco dell’Adamello e dello Stelvio o biciclettate sulle orme dei ciclisti del Giro d’Italia, scalando le salite del Passo del Gavia o del Mortirolo. E per i fanatici dello sci-in-ogni-stagione…

le piste del ghiacciaio del Presena vi attendono! 

 

caprone

 

Indirizzo: Azienda Agrituristica Belotti Angelo

Via Cesare Battisti 11

25050 Villa Dalegno di Temù

Brescia

Tel/fax 0364 91850

Cell 333 5277159

Cell  333 7235879

e-mail: belotti@agriturismobelotti.it

www.agriturismobelotti.it

Gilda, la ritrosa, che non voleva entrare nel blog!

giugno 04, 2009 By: mariagrazia Category: letteratura

A Gilda che non voleva finire sul blog…

 campanula

Metti una serata interessante, assolutamente inimmaginabile. Esattamente ciò che fa per me: adoro l’ inaspettato, l’inatteso, si insomma, l’imprevedibile. Ed in particolare le sorprese, attraverso le quali, riassaporo il colore della vita ,nel suo delinearsi quotidiano da ottovolante. La tediosa calendarizzazione degli eventi o la programmazione a lungo termine della realtà, mi dà l’idea di un film d’essai, di un grigio Monsieur Travet da reparto geriatrico. Noia mortale e monotonia mortifera di binari esistenziali arrugginiti, che depauperano l’esistenza delle sue sfumature, annacquando il gusto dell’imprevu.

Che ci posso fare? Se dovessi rinascere, di certo sarei una bottiglia di Idrolitina…

Ebbene si, sono come uno yogurt Actimel… ho scadenze ravvicinatissime, per dirla alla Lenri.

 

La mia vecchia amica Gilda, non si chiama veramente “Gilda”; questo appellativo è frutto della mia fantasia,ma essendo una donna speciale… desidero tutelarla nell’anonimato. Si, Gilda è davvero leggendaria e mi conosce come le sue tasche. Anche meglio!

Sa quanto ami gli incontri culturali, le mostre, i concerti o il teatro e contemporaneamente ha appreso, che, vuoi per pigrizia, vuoi per ritrosia, esco poco o malvolentieri. Negli ultimi anni, faccio vita claustrale. Così quando organizza eventi, si ricorda di me e mi ci trascina. Ha ormai imparato che,io borbotto, ma i suoi inviti, sono cose che mi fanno strapiacere.

 

Lei è così, sembra sottotono, diafana, l’incedere impalpabile, come se camminasse a mezzo metro sopra l’esistenza di tutti noi, poveri mortali. Una leggerezza dell’essere di Kunderiana memoria. Classe e sobria raffinatezza da esportare Oltralpe, da regalare anche a Madame Carlà.

Così poco consapevole della sua eleganza nel portamento, da farla sembrare persino impostata. Perfetta in ogni situazione. Mai una piccola sbavatura..

Metà Jacqueline Bouvier Kennedy e metà Chanel, semplicità signorile.

Italian style di donna che appare come acquarello ma è dotata interiormente della forza materica di un Gaugin:creatura vulcanica e culturalmente poliedrica.

Taglio corto, castano ad illuminare due grandi occhi d’ebano, in un ovale dai lineamenti leggermente marcati dal taglio greco. Carnagione d’alabastro. Eterea e flessuosa nel suo metro e settanta.

 

Gilda delle sorprese:vengo invitata per un “documentario a sfondo benefico”: penso… cosuccia da oratorio! Decido di accettare, nonostante il freddo gelido, si incunei impudente e sfrontato fino al midollo e una pioggia deprimente, flagelli una cinerina domenica di fine inverno.

“Uffa, … potevi anche avvisarmi prima..!” “Ma va, dai, Mari, … ti aspetto al Quadriportico”.

 

Già Gilda ed io. Io e Gilda. Colleghe. Amiche. Sorelle. Strano mélange di rapporto il nostro. A volte Prevertiano, altre, rappresentazione tangibile di certi affreschi di Natalia Ginzburg, come in “Lui ed io”.

 

Io, la pasta e lei il sugo. Lei, budino ed io caramello. Lei, Bibì ed io, Bibò. Lei, Ginger ed io, Fred.

Lei pensiero ed io azione. Controllata e calibrata lei, esagerata io. Lei riflessiva ed io estemporanea.

Lei precisa, io, apoteosi del disordine. Lei concreta ed io sognatrice. Superselettiva nelle relazioni lei,più malleabile io. Entrambe severissime con noi stesse e di una sincerità spasmodica, a volte violenta, dolorosa, lacerante. Senza filtri. Per questo motivo, esigentissime nei rapporti con gli altri:talebane dell’amicizia, intransigenti ad oltranza, abbiamo sulla pelle e nel cuore, tante cicatrici come medaglie del nostre battaglie, delle quali andiamo orgogliose.

Gilda ed io, nate per vivere il bianco ed il nero dell’esistenza..senza le nuances del grigio. Incapaci di compromessi. Indomabili leonesse. Condannate per così dire, ad una solitudine esistenziale   colmata da risposte disuguali. Tempra d’acciaio lei, di carbonio, la mia.

Credo politico totalmente differente, ma unite nella diversità. Percorsi di crescita interiore dissimili, eppure vicinissimi, come un Giano bifronte.

Si, Gilda ed io siamo agli antipodi in tutto ma i nostri estremi, per una insolita alchimia, si toccano, si uniscono e fanno fiorire un rapporto speciale, che si riassume in una frase nucleo..

“Gilda c’è”.

Lei, che se incasinata, trova comunque un momento per farsi vedere o chiamare. Gilda che… non devi chiedere né spiegare. Capisce al volo senza aver studiato psicologia:senza filtri, ti fa piangere come una fontana, ma sai che, ha ragione al 100%. E non se la tira. Gilda che riesce a guardare alla realtà con una concretezza maschile ed una fede incrollabile. Pugno di ferro in guanto di velluto. Donna che non si nega, che sa essere presenza affidabile, senza farsi turbo menate o seghe mentali. Una corazzata Potionkin dal cuore di fiordilatte.  

 

Ci frequentiamo, ci sentiamo spesso, usciamo a cena o per maxi gelati con cazzeggio gratuito incluso;si, quel tipo di gossiping bonario, gradevole, appartenente alla tipologia “Radiosuoceraanch’io” sui 105.05, che consente alle mascelle ed alla lingua femminile di non accumulare mai un microgrammo di adipe o cellulite, visto gli allenamenti da maratoneta, ai quali, le sottoponiamo; “baguatelles” che non fanno male a nessuno né suonano come critica sarcastica o pungente. Un tout à fait leger désir de vivre.

Gilda ed io abbiamo il dono di saperci prendere in giro con un umorismo sottile, divertente. Mai sguaiato o crasso. Il suo, pure colto ed erudito. Ci divertiamo a sorridere di noi stesse,e di tanto in tanto, ridacchiamo degli stereotipi di certe nostre comuni conoscenze,ma senza malizia..

E le risate sgorgano così crystal clear , così argentine : ci si diverte con poco.

Io e Gilda… insegnanti alle scuole medie. Incontro casuale tra una supplente di vecchia data ed una new entry di ruolo, proveniente da un’attività altra, rispetto all’insegnamento. Esperienze esistenziali diametralmente opposte. Entrambe comicamente depresse, poiché schiacciate, dal nostro addestrare pueri al “what’s your name?” o “the pen is on the table”, dopo annosi percorsi universitari… concorsi, aggiornamenti e via dicendo. Si, noi le prof che hanno ispirato Zelig.

 

Io e lei, milleuriste da strapazzo! Entrambe alla canna del gas con rianimazione a base di Sali e melissa, ogniqualvolta pensiamo alle montagne di papiri che ci tocca compilare, al posto di svolgere il nostro lavoro di docenti. Si, Do-rocrati; docenti-burocrati… per la compilazione di inutili fogli di carta che nessuno mai leggerà. Penso a quanti aeroplanini ci farei..

Ogni tanto le dico: “Ehi Gilda, la “Maristar”, suona così bene per un battello a vapore a Timbuctu o per un pedalò nel Mar dei Sargassi… che ne dici? Ce la spediamo?!”  

Ci becchiamo alla grande perché siamo agli antipodi in tutto. Di fatto ce la spassiamo. Ed io le sono grata delle ore serene che mi regala. Il diavolo, io, e l’acqua santa, lei. Entrambe dotate di quella rarissima dote di franchezza oltre misura, da tiratori scelti. Picosecondo di riflessione e poi… una scarica di pallettoni su noi stesse,le nostre scelte, il mondo, la vita.

 

Come nei brani della Ginsburg ove l’autrice analizza le polarità respingenti con suo marito, parimenti mi accade con Gilda.

Io e Gilda: a volte personaggi usciti dalla penna di Moravia o Montanelli, altre come allegri Marcovaldi del quotidiano.

“ehi, dai Mari, raggiungimi al Quadriportico!”

 questa cosa, si, l’invito dell’ultimo minuto..

Mi prega di fare un po’ di tam-tam. Accontentata e parte una raffica di 60 sms.

Che “beota”che sono..ancora non conosco del tutto Gilda.Si, la storiella del niente di che…

Ore 17.30 arrivo al Quadriportico e che scopro?

Gremito fino all’inverosimile, con parterre delle grandi occasioni. Rappresentanze della carta stampata tutte presenti e schierate, come bravi soldatini; arrivo finale di una serie di personaggi che se bazzichi in città, riconosci subito, a cominciare dal primo cittadino, quel giorno in veste di “amico” di amici comuni.

E la Befana? Si, Gilda intendo..

Vestita da urlo, a fare PR. Si muove leggera come una libellula, cinguettando come un usignolo.

Come se organizzare incontri simili, fosse per lei una banale quotidianità.

 

La serata inizia con una serie di canzoni tratte dal repertorio di Carole King e James Taylor interpretate in modo magistrale dal gruppo “Greenwich.” Tema: l’amicizia.

Musicalità da 10 e lode e lacrima finale di commozione. Silenzio in sala e… voilà, come dal cappello del Bianconiglio di Alice, si materializza il regista Emmanuel Exitu. Introduce il documentario che di lì a poco verrà proiettato. Per chi non conoscesse, Emmanuel Exitu è il Vincitore della Palma d’oro a Cannes, nel 2008, settore documentary nonché Vincitore del premio Spike Lee. La sua opera  “Greater” è stata segnalata persino al palazzo dell’Onu..

Ecco, Gilda, progetta “cosucce” siffatte…

Approntare una rappresentazione di tale portata, non è cosa da poco: “Greater –defeating Aids”, è davvero un cortometraggio fantastico sulla realtà africana colpita dallAids. Dovrebbe essere una proiezione-must nelle scuole.

Segue un breve dibattito, denso di contenuti, di quelli che lasciano il segno per migliaia di riflessioni per i mesi a venire.

E per finire, una bella cena in piedi.

Declino l’invito… Non so perché ma a volte mi sento a disagio tra la gente, specie se non conosco le persone.

La location è davvero curata..credo sarà tutto gradevole e di ottima qualità. Io me ne scivolo via, non prima di essermi incontrata con il regista. Non si sa mai,ne potrebbero nascere dei momenti di collaborazione ad usum puerorum.

Ah! Gilda Gilda delle meraviglie!