Mariagrazia Bondioli

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Archive for agosto, 2009

Le pietre della vita

agosto 21, 2009 By: mariagrazia Category: letteratura

sassi-blogPubblico questo articolo sul blog come “Grazie” sommesso, nei confronti di una persona che non si risparmia mai; che in ogni momento, seppur all’interno di una vita impegnatissima, è presenza costante nel momento del bisogno! Un uomo che sa mettere gli altri prima di se stesso; vulcano di idee e di disponibilità, maghetto multimediale. A friend in need is a friend indeed! dicono gli inglesi.

Caro Anto, ho deciso di condividere con gli amici del blog il dono fattomi nel 2002. Quel foglietto, mi accompagna. Contiene una grande verità, che ho sperimentato sulla mia pelle, viene troppe volte disattesa. Storia che va controcorrente, la tua, che stona… L’esperienza degli ultimi anni mi ha dimostrato quanto i playwriters della Vodafone fossero stati lungimiranti… In un mondo centrato sul “tutto intorno a te”, le parole del tuo pieghevole risuonano cristalline, come acqua di torrente.

“Un esperto in time management, tenendo un seminario ad un gruppo di studenti, usò un esempio che rimase per sempre impresso nelle loro menti.

Per colpire nel segno il suo uditorio di menti eccellenti, propose un quiz, poggiando sulla cattedra, di fronte a sè un barattolo di vetro, di quelli solitamente usati per la conserva. Chinatosi sotto la cattedra, tirò fuori una decina di pietre, di forma irregolare, grandi circa un pugno, poi con attenzione  e grande cura, le infilò ad una ad una, nel barattolo. Quando il barattolo fu riempito completamente e nessun’altra pietra poteva essere aggiunta, chiese alla classe: “Il barattolo è pieno?”

Tutti in coro risposero di si.

“Davvero?”- si stupì il professore.

Si chinò di nuovo sotto il tavolo e tirò fuori un secchiello di ghiaia.Versò la ghiaia agitando leggermente il barattolo, di modo che i sassolini, scivolassero negli spazi tra le pietre. Chiese nuovamente: “Ed ora il barattolo è pieno?”

A questo punto la classe aveva capito.”Probabilmente no” - rispose uno degli studenti.

“Bene”- replicò l’insegnante.

Si chinò e da sotto il tavolo prese un secchiello di sabbia, la versò nel barattolo, riempiendo ogni spazio rimasto libero.

Di nuovo chiese “Ed ora il barattolo è pieno?”

“No!”  risposero in coro gli uditori.

“Bene!”, riprese l’insegnante e così dicendo, tirò fuori una brocca d’acqua, la versò nel barattolo, riempiendolo fino all’orlo.

“Quale è dunque la morale della storia?” chiese il professore a questo punto.

Una mano si levò all’istante: “La morale è che: non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda: se lavori sodo ci sarà sempre uno piccolo spazio per aggiungere qualcosa d’altro!”

“NO!” - rispose il professore-”Il punto non è questo! Questo esempio ci insegna che se non mettiamo per prime, le pietre, dentro al barattolo, non ce le metteremo  più!”  - “Quali sono le pietre della vostra vita?”-

” Se vi esaurite per le piccole cose, come la sabbia, la ghiaia,allora riempirete la vostra quotidianità di cose minori, non dando mai quality time alle cose grandi ed importanti, cioè alle pietre.

Trekking someggiato? Yes please!

agosto 12, 2009 By: mariagrazia Category: passeggiate

dsc_0065-copia1 Aveva davvero ragione quella vecchietta che non voleva morire mai…

La vita, diceva, è una lezione continua. E forse aveva ragione.

La pura casualità degli eventi mi ha portato alla Casa del Parco di Vezza d’Oglio, in un grigio e piovoso sabato camuno d’inizio agosto. Alcune informazioni importanti per pensare a nuovi modi di essere docente.

Detto fatto e mi ritrovo a partecipare ad un’escursione di “trekking someggiato”. Che cosa fosse il trekking, lo sapevo… ma someggiato? cosa ci si aspetta da un’uscita del genere? E poiché la curiosità è donna…

 

Ho accolto al volo la proposta di Matteo, uno dei responsabili della Casa del Parco dell’Adamello e domenica scorsa alle 8,30 in punto ero pronta a vivere questa nuova esperienza.

 Una giornata insolita attraverso la Val Paghera (così chiamata, per la presenza, nei boschi, dell’abete rosso, che nel nostro dialetto,viene reso dal termine PAGHER) e la Val  di Vallaro, in compagnia di una guida esperta e simpaticissima, Giancarlo, nonché con tanti, nuovi amici. 3

 

Per le uscite di trekking, sono venuta a sapere,ci si ritrova abitualmente alla Casa del Parco di Vezza, in via Nazionale 132 verso le ore 8,30. L’attività di trekking someggiato ha preso avvio a Vezza, nel 2007, quale nuova forma di escursionismo compatibile con l’ambiente naturale ma era da tempo, già diffuso in Francia. Approdando in Italia, è diventato una versione moderna dell’escursionismo classico, poiché propone una attività simpatica e coinvolgente, idonea a famiglie con bambini, anche piccoli, avvalendosi della presenza di animali da soma, nella fattispecie di asini di razza Amiatina, addestrati a caricare sul proprio dorso, non solo zaini e borsoni, ma anche un paio di bimbi per volta. Ciò rende ovviamente accattivante qualsiasi tragitto.

Durante la mia uscita, ho goduto della compagnia di almeno una decina di bimbi, tra i 2 ed i 10 anni, bravissimi, allegri e garruli. Curiosissimi, motivati e rispettosi dell’ambiente. Si insomma… bambini ecologici! 

Non so perché, ma quando vedo i bambini, iniziati alla montagna,mi si inonda il cuore di gioia ed allegria. Forse perché non credo esista una maestra di vita, che possa essere più carismatica, affascinante,multiformemente antica e nel contempo sempre nuova e moderna dell’habitat in cui viviamo. Forse perché attraverso le meraviglie della natura, i piccoli riescono ancora a stupirsi ed ad esclamare quell’ohhhh di sorpresa per le piccole cose, atteggiamento questo,ormai desueto per noi adulti, avvezzi come siamo a non guardare al mondo con gli occhi trasparenti di un bambino.

 

Tornando alla gita, dalla casa del Parco, ci si avvia verso il centro di Vezza, percorrendo Via Stella e Via Pornina, fino alla biforcazione nei pressi della gialla Chiesetta di S.Anna ove, seguendo le indicazioni e tenendo la sinistra,ci si inerpica in auto, o a piedi per circa 5 km raggiungendo il Rifugio “Le cascate”. dotato di ampio parcheggio.

 Da lì inizia il percorso che si snoda tra la Val Paghera e la Val di Vallaro,seguendo una comoda mulattiera, contrassegnata per i bikers con il n°60 e denominata GARDENA. Il sentiero è tutto un alternarsi di falsopiani e dolce salite, per nulla faticose. L’ambiente circostante è davvero sorprendente, il sottobosco cambia in continuazione, in una festa di colori e di forme. Fascino di semplicità anche in una giornata uggiosa: profumi intensi di muschio e funghi, si alternano a quelli di terra intrisa d’acqua,di legna e resina. Fruscii improvvisi e cinguettii a rompere un silenzio assordante. Acquarelli di verde e marron. Maturi mirtilli scorrono lisci sulle dita delle mani come piccole perle nere di Tahiti. Così, in compagnia di Gemma e Rosy, le due miti bestiole, provenienti dall’azienda agricola Somadelle, gestita da Anastasio Bettoni, che ci è stato compagno di viaggio, ci si inerpica su, fino al Roccolo Pornina, situato sul Dosso Pornina, punto più alto di tutto il percorso. Il trekking someggiato, si avvale della presenza di asini di razza amiatina, che possono trasportare da 50 a 200kg di peso, a seconda della taglia, consentendo agli escursionisti di incedere, senza il peso dello zaino sulle spalle, a passo lento, godendo a piene mani delle bellezze naturali. Camminare con un fidato amico a quattro zampe,rende più gradevole la salita e lo sforzo. Questi pazienti quadrupedi sono una motivazione in più per i bambini, che si impegnano 6anche nell’accudimento giocoso. Gli animali finiscono per diventare parte integrante del gruppo, collante tra le persone.

 

Al Roccolo Pornina, laddove si apre uno spiazzo panoramico sulla Val Paghera, si lascia la mulattiera e tenendo la sinistra,ci si avvia su un lungo sentiero immerso nel bosco. Percorso morbido, in leggera pendenza, su un tappeto di aghi di pino. Si cammina in fila indiana,apprezzando di essere per un momento soli con se stessi e nello stesso tempo in compagnia degli altri. Strane, ma queste sono le dicotomie della montagna. Il percorso nel sottobosco dura una ventina di minuti poi si ricongiunge con uno nuovo sterrato che introduce nella Val di Vallaro. E’circa mezzogiorno e dalle parole della guida si è certi di incontrare nuove piacevoli sorprese…

Escursione davvero notevole; da non perdere!4

 Non voglio raccontarvi tutto, vi toglierei il bello della scoperta ed il desiderio di avventura.

cari amici del blog ricordate che:

 

Domenica 16 Agosto 2009, con partenza dalla Casa del Parco di Vezza d’Oglio alle ore 8.30, è possibile effettuare nuovamente questa escursione, il cui costo è di 10 euro per gli adulti. Gratuita invece per i ragazzi al di sotto dei 14 anni.

Lunedì 17 agosto 2009, sempre con partenza dalla Casa del Parco di Vezza sarà effettuata una gita di trekking someggiato con asini,a Malga Corti.

Importante ricordare che durante ogni uscita di trekking è necessario un abbigliamento idoneo: scarponcini da trekking, zaino con pranzo al sacco, giacca a vento e borraccia. Vale sempre la pena avere a disposizione macchina fotografica, binocolo, occhiali da sole e cappellino.

Per maggiori informazioni :

 

Casa del Parco- sede di Vezza d’Oglio

Alternativa ambiente

Via Nazionale 132

25059 Vezza d’Oglio –Brescia

Tel/fax 0364-76165

e-mail:sedevezza@parcoadamello.it

www.alternativaambiente.com

 

Il bramito dei cervi:escursione in Val Grande

agosto 10, 2009 By: mariagrazia Category: passeggiate

Per tutti gli amici del blog… per voi che amate la natura.

C’è un appuntamento imperdibile, un tuffo nella meraviglia della natura, organizzato dagli amici della Casa del Parco dell’Adamello di Vezza d’Oglio.

Tra la seconda metà di settembre e la prima decade di ottobre, inizia la stagione degli amori per i cervi.

Mistero della vita che si rinnova attraverso un gesto d’amore, che non è solo dell’uomo ma anche degli animali. I cervi in particolare, hanno serbato un “codice cavalleresco”… per la conquista dell’ amata prescelta nonchè futura madre della  prole: il bramito.

A tutti voi, che come me siete innamorati dell’amore, l’invito a non perdere questa occasione per lasciarsi stupire, per coltivare la meraviglia dentro ognuno di noi: la natura non ha bisogno di gesti plateali per dimostrare l’importanza ed il valore della vita. Ci consente di ammirarla nella sua seplice, perfetta armonia.   

Nei giorni di SABATO 19 - 26 SETTEMBRE e DOMENICA  27  SETTEMBRE

così come

SABATO 3-10-26 OTTOBRE e DOMENICA 4-18 OTTOBRE

la Casa del Parco-Alternativa Ambiente di Vezza d’Oglio, organizza alcune affascinanti escursioni in Val Grande sulle tracce dei cervi in amore.Il ritrovo è previsto per le ore 8.00 del mattino, presso la sede della Casa del Parco ,sita in Via Nazionale 132-Vezza d’Oglio.I partecipanti,accompagnati da esperte guide del parco si sposteranno con mezzi propri fino all’imbocco di Val grande.Da lì inizierà il percorso, per l’avvistamento dei cervi.Tale escursione è adatta a tutti:alpinisti esperti o neofiti della montagna.E’ fattibile anche da famiglie con bambini,dato che il cammino non è impegnativo e lo spettacolo naturale, molto coinvolgente.

Il rientro è previsto per le 18.30 circa.Inoltre, alle 19,30 è possibile fermarsi per una cena in compagnia con tutti gli amici della Casa del parco.

Cari amici del blog, ricordate che, essendo le uscite a fine estate, è opportuno un abbigliamento da montagna, scarponi e giacca antivento,ma soprattutto macchina fotografica e cannocchiale.

Il costo dell’escursione è di 10 euro per ogni adulto:i bambini non pagano; la spesa per la cena si aggira attorno ai 15 euro a persona.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi a :

Casa del Parco- Alternativa Ambiente

via Nazionale 132

25059 Vezza d’Oglio-Brescia

tel/fax: 0364-76165

e-mail:sedevezza@parcoadamello.it

www.alternativaambiente.com

 

email:ALTERNAMB@LIBERO.IT

WWW.ALTERNATIVAAMBIENTE.COM

METTI UNA DOMENICA… AL RIFUGIO VALMALZA

agosto 01, 2009 By: mariagrazia Category: tempo libero

rifugio_valmalzaMai come in queste assolate giornate di luglio, con la canicola che scioglie asfalto e spina dorsale, ottundendo l’orizzonte e la mente, spiaccicando forze e pensieri come moscerini sul parabrezza, ecco far capolino, un’ idea inespressa e ricorrente. Pensiero intrusivo, germoglio dentro di noi, come pratolina di maggio, nei momenti più impensati. Incontenibile desiderio di fuga, un allontanamento repentino, dalla torrida città.

Scappare al fresco, in montagna, dove l’aria gradevolmente frizzante, ritempra il fisico e lo spirito.

Già ma dove?

Quante volte sentiamo questo bisogno di un oneday plug-off e non riusciamo a richiamare alla memoria alcun itinerario singolare che solletichi il nostro umano bisogno di svago?

Cari amici del blog… salite in auto e lasciatevi andare. Vi attende una giornata stupenda, fatta di cose semplici, di profumi antichi e di spettacoli alpestri inusuali.

 Avventuratevi fino a Ponte di legno, oltrepassandone il centro abitato e prendendo direzione “Passo del Gavia”. Sono 10 minuti di strada tortuosa, come il ramo di un nocciolo ritorto, ma davvero panoramica, sprofondata in un verde meraviglioso, denso di profumo di resina di pini, abeti e larici. Immensi pratoni multicolori, posti morbidamente ai lati dell’asfalto come scialli a ricami floreali delle contadine lombarde di un tempo, accompagnano il vostro incedere. Oltrepassate le ultime case della frazione di S. Apollonia, imboccando la stradina che si biforca a sinistra della carrozzabile maestra. Dopo poche centinaia di metri, alla vostra sinistra, troverete il rifugio Pietrarossa. Proseguite diritto, seguendo le indicazioni di “Valle delle messi” e parcheggiate, gratuitamente (incredibile ma vero!!) nell’ampio spazio predisposto, accanto alla prima zona attrezzata per camper, parco giochi e pic-nic del parco dello Stelvio.

Respirate a fondo… comincia la vostra avventura. L’aria è sottile, il cielo d’un blu infinito. Un’allegria insolita, una leggerezza dell’essere vi pervaderà. Tutto è così, così semplicemente bellissimo da sembrare… irreale. Scolpite nel legno, troverete le indicazioni per il Ristoro Valmalza. Un’ora e trenta di cammino, a passo lento per godersi tutto il bello, la perfezione di una natura incontaminata e selvaggia di un fondo valle incastonato tra il Passo di Pietrarossa e il Passo del Gavia. Il percorso è un dolce, romantico saliscendi, per nulla impegnativo; un lungo viottolo che costeggia un rumoroso, gaio ruscello d’acqua cristallina: l’Oglio-Frigidolfo nei pressi del quale e possibile trovare una sorgente d’acqua con la stessa composizione ferruginosa delle acque di Pejo e di Santa Caterina di Valfurva. Anticamente, imbottigliata.

   D’inverno questo stesso percorso viene battuto come pista da fondo e… sembra di entrare in una favola surreale, onirica, fatta di trine e merletti di ghiaccio candido.

 Il cammino si snoda, per circa un’oretta, tra prati e boschi ove zone soleggiate si alternano a freschi ripari arborescenti. Qua e là, occhieggiano delle panchine per riposare e per compiacersi di questo gioiello naturale.

La gente del luogo, prendendo esempio dai proprietari delle case di Viso, ha ristrutturato alcuni “baït”, denominando la zona “Case degli orti”: casette in grigia pietra a vista, con tetti in ardesia, e muri a secco. Inferriate in ferro battuto. Ci si guarda attorno alla ricerca di Hansel e Gretel. Che bello riuscire ancora a stupirsi, a provare meraviglia!

Il percorso che attraversa la Valle delle Messi per arrivare al Ristoro Valmalza, si presta a passeggiate famigliari:il sentiero è davvero gradevole anche per bambini ed anziani.Solo nell’ultimo tratto, laddove il viottolo inizia a salire un pochetto..bhè mettete in preventivo qualche capriccetto o qualche sbuffo di piccoli e nonni..ma il panorama che si godrà alla meta vi ripagherà per la pazienza e per il vostro sforzo. 

Dopo un’ora di passeggiata in falsopiano, il cammino inizia a salire, senza diventare, tuttavia, impegnativo.

 La vegetazione si fa più rada e la strada, uno sterrato sassoso, più esposto al sole.La fatica comincia a far capolino nelle  nelle gambe, ma si è ripagati dalla spettacolare distesa di rododendri fioriti (agli inizi di giugno). La destinazione sembra non arrivare mai, quando, il Ristoro Valmalza appare all’improvviso… come un miraggio lungamente atteso.

In perfetta armonia con la natura circostante, ecco il Rifugio (2000 m.), ristrutturato da poco, con pietre e sassi a vista e collocato nello spiazzo erboso, dal quale si dipana il sentiero che, volendo, in un’ora vi porta al Rifugio Linge (2289 m.).

A Valmalza tutto è armonicamente essenziale, come si addice alla gente di montagna. Si può pranzare all’aperto, godendo di una vista da urlo, che si apre su catene montuose perennemente innevate. Oppure, previa prenotazione, si può consumare il pasto all’interno del locale. Gli arredi semplici e spartani sono in pino biondo e profumano di segheria. Odorano di quel desiderio antico di stare insieme, attorno ad un desco, riqualificando tempo ed esigenze.

 Lo spazio all’interno è poco più grande di un nido, e come tale, super-accogliente… 15/20 posti a sedere, non di più. Tre tavoli, vicini ad un grande camino. E si respira tutto il calore e l’affetto della famiglia che gestisce il ristoro.

Anche in questo caso mi risulta difficile essere oggettiva. Sono amica di Daniela, la figlia del gestore; conosco sua sorella Loretta, la cuoca. La mamma ed il papà. Gente di una volta, gente semplice ed autentica. Persone sincere e di cuore, che hanno fatto del lavoro e della fatica una ovvia consuetudine.Se vi organizzate per una gita a Valmalza, nelle settimane che vanno dal 25 settembre alla prima di ottobre, è possibile vedere i cervi ed udire i loro canti..E’ periodo degli amori e degli accoppiamenti.Ricordatevi un buon binocolo ed eventualmente… chiedete informazioni ai gestori del rifugio .

 E’ così la gente delle mie montagne, la gente delle Alpi: pura fino al midollo, lavoratrice indefessa. Con un cuore grande e limpido come la neve delle cime. Essenziale. Temprata dal clima e da attività che impongono continui sacrifici e rinunce.

 Loretta e la sua mamma preparano pranzetti davvero gradevoli e sanno fare miracoli in una cucina, poco più grande di quelle di Barbie.

Lasagne al salmì, calsù, pizzoccheri di nonna Graziella, spezzatini di cervo o capriolo, funghi freschi con una polenta buona buona buona, cotta lungamente in un enorme paiolo. I salumi sono nostrani così come i formaggi, provengono dalle malghe. Da non perdere, le castagne cotte nel miele e servite come contorno ad un piatto di carne o funghi porcini trifolati.

 La torta di ricotta con frutti di bosco freschi fa letteralmente perdere la testa così come le più semplici torte fatte in casa.

Il servizio è semplice ma accurato, in perfetta armonia con il paradiso naturale, nel quale il ristoro è inserito. Il costo di un pranzo completo si aggira intorno ai 20 euro.Il ristoro è aperto tutti i giorni da Giugno a Settembre, mentre nei mesi di Maggio e Ottobre, il servizio di ristorazione è fruibile solo nei fine settimana.

 Inoltre, nel caso vi cogliesse un acquazzone improvviso, o vi serviste del Ristoro Valmalza, come punto di partenza per una lunga escursione, ricordate che si può pernottare, tipo bivacco, per 7 persone. Nel caso non aveste il sacco-lenzuolo, l’acquisto è possibile al rifugio, a costo contenuto.

Per i patiti dell’escursionismo e della montagna, ricordate che si può anche prenotare il trattamento half- board. I prezzi variano, e sono più convenienti per gli iscritti al CAI .

 E per chi… ama la montagna ma… vive in simbiosi mutualistica con il cellulare… Bhè, lasciatelo pure a casa!

A Valmalza, fortunatamente, non c’è campo e quindi è inusabile.

Per tante altre piccole curiosità o informazioni, vi invito a visitare il sito del C.A.I. Pezzo Pontedilegno.

Cliccando su:

http://www.caipezzopontedilegno.it/valmalza.htm

info@rifugiovalmalza.it

Rifugio Valmalza     -     Valle delle Messi    -    

25056 Pontedilegno  - Brescia-Italy

tel. 3487962766   /   tel. 3473811645