Angeli con un’ala soltanto…
Ho letto da qualche parte
Che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:
possono volare
solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza
Oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un’ala soltanto,
l’altra la tieni nascosta…
forse per farmi capire
che Tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita,
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora a librarmi con Te…
Vivere è stendere l’ala,
l’unica ala
con la fiducia di chi sa
di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con te, Signore:
tu mi hai dato il compito
di abbracciare anche il fratello,
e di aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi;
non farmi più passare
indifferente davanti al fratello che è rimasto con l’ala,
l’unica ala…
soprattutto per questo fratello sfortunato
dammi, o Signore,
un’ala di riserva!
(don Tonino Bello)
Il centro d’Ascolto Zonale non è l’Araba Fenice!
Recentemente, con mio grande stupore, ho scoperto che parecchie persone, e tra queste, numerosi operatori addetti ad agenzie di tipo socio-educativo, ignorano l’esistenza, sul territorio bresciano, del Centro d’Ascolto diocesano della Vicaria Ovest sito in Via don Vender, 31, il quale, congiuntamente al Polo di “Porta Aperta” ed al “Centro Migranti”, cerca di rispondere alle urgenze sociali della città di Brescia.
Ho avuto la netta percezione che la realtà del Centro d’Ascolto, venga percepita come l’opera di un “anonimo gruppuscolo” di anziani pensionati.
Essendo una delle fondatrici, vedrò di riassumere la significatività del Centro d’Ascolto in questo articolo che mi auguro venga letto da numerose persone, copiato e fatto girare di sito in sito. Sono certa che i lettori del mio blog non siano a conoscenza di un dato significativo: il più che decennale lavoro del Centro d’Ascolto è stato così rilevante per la nostra cittadinanza, che il Comune di Brescia ha ritenuto di premiarlo, insignendolo di un importante riconoscimento, nell’ambito del “Premio Bulloni”.
LA NOSTRA STORIA IN BREVE
La trentesima Zona della Diocesi Bresciana, nel maggio 1996, attraverso i rappresentanti delle 12 parrocchie dell’Oltremella, costituì una Associazione, denominandola “Centro d’Ascolto e di Solidarietà”, con l’intenzione di far fronte alle problematiche che via via emergevano dal contesto sociale dei vari quartieri, situazioni che, la Caritas Diocesana Centrale non riusciva a gestire agevolmente, mancando di “agenzie” locali sul territorio.
I volontari che oggi svolgono le funzioni di “operatori dell’ascolto”, vennero formati da psicologi incaricati dalla Caritas Centrale Diocesana, della quale siamo a tutt’oggi una sezione staccata.
Al C.d.A si possono rivolgere tutte le persone che si trovano in difficoltà, siano esse straniere o italiane. Esso integra ed amplia la laboriosità delle Caritas parrocchiali, collaborando nel contempo alla rilevazione dei bisogni sociali e delle possibili risorse presenti sul territorio. In questa struttura operano, a turno, Volontari provenienti da tutta la Vicaria Ovest.
Dopo lunghe vicissitudini e traslochi, il C.d.A ha trovato la sua collocazione finale, in Via don Vender 31, presso la Parrocchia di Santo Spirito, nei locali che furono di Don Giacomo Vender.
Partito in sordina, come micro-realtà solidale, oggi è diventato luogo di incontro, di crescita personale oltre che d’aiuto solidale: vi si sono rivolte più di 3500 persone, solo nell’ultimo periodo. Uomini e donne di ogni età, estrazione sociale, credo religioso o politico, concittadini, connazionali, extracomunitari appartenenti a più di 50 diverse nazionalità, hanno affidato agli operatori di questa struttura i loro piccoli, grandi problemi. Lavoro, ricerca di una casa, tossicodipendenza, prostituzione, etilismo, carcere, disagio mentale e fisico, fame, sono le tematiche più ricorrenti.
Ci si fa carico, anche, di soddisfare “bisogni” semplici e quotidiani, quali il reperimento di abiti, mobilio, corredini, sistemazioni notturne d’urgenza, latte in polvere, pannolini etc.
Coloro che approdano da noi, hanno generalmente già bussato a molte porte. Sono spesso senza speranza e sfiduciati. Ogni operatore sa, che la chiave del proprio agire, sta nella capacità di far sentire queste persone, accolte, capite, accettate ed amate. Senza limite di tempo. Solo così, si instaura e cresce, un rapporto di fiducia e di conoscenza reciproca. Chi opera in questa struttura, si interessa, in primis, a 360° della “persona” ed in seguito, di tutte le sue problematicità. Attraverso ripetuti ascolti, vengono vagliate le possibili opzioni per risolvere i problemi.
Per le criticità più complesse, i casi più delicati, il Direttivo degli Operatori del Centro, si ritrova settimanalmente. In questa riunione si analizza in dettaglio il caso, le scelte fino a quel momento effettuate. I responsabili del Direttivo, mantengono il raccordo con le istituzioni preposte e presenti sul territorio e tenendo i contatti con diversi organismi (le istituzioni, i servizi pubblici comunali e circoscrizionali, gli Ospedali, le Associazioni Private Specializzate per i diversi disagi, le Istituzioni Diocesane e Religiose, la Mensa Menni, il Centro Migranti, Il Centro di Porta Aperta, il Movimento per la vita, Casa Bétel, il centro di Solidarietà della C.O., la Fondazione Casa Ospitale, il Centro di raccolta del Violino, il centro Ottavo giorno, la Fondazione Folonari, etc), nonché indirizzando le persone ed istruendole nelle pratiche d’accesso.
Per quanto attiene alla ricerca di un posto di lavoro, il Centro ha collaborato e collabora, a titolo totalmente gratuito, con alcune aziende, fornendo alle stesse personale referenziato. Parimenti, aiuta le famiglie nell’individuazione di personale competente e onesto, da inserire come colf, badanti, baby-sitter, infermiere. Per fare tutto ciò vi è bisogno di un sottile lavoro di “screening”, capacità d’ascolto, di osservazione, di analisi delle diverse esigenze e situazioni. Le limitate risorse con le quali il C.d.A. si trova ad operare, in rapporto alle richieste, derivano dai contributi elargiti dalle parrocchie, da alcune Associazioni o Gruppi.
I quindici Volontari del Centro affinano le loro competenze sia attraverso una quotidiana condivisione della propria esperienza sul campo che frequentando incontri organizzati dalla Caritas centrale. Sono svariate le storie che si raccolgono affettuosamente in questo crogiuolo di umanità indigente: raccontano vissuti caratterizzati da un difficilissimo passato, dall’angoscia del presente e dall’incertezza del futuro, che a volte non avrà altra speranza, se non il nostro semplice “ascolto”.
Il “Centro” è un bene e un patrimonio di tutti!!!
Associazione “Centro di Ascolto “
Zona Diocesana Brescia Ovest
Via don Vender 31
25127 Brescia - Tel.030 -37 32 404
Orario di apertura:
lunedì -martedì - mercoledì dalle 15.00 alle 18.00
venerdì dalle 14.00 alle 17.00


