Mariagrazia Bondioli

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Archive for the ‘analisi socio-psicologica’

DM5669 a proposito di DSA

novembre 07, 2011 By: mariagrazia Category: DSA disturbi specifici di apprendimento

Collegamento a:  Linee guida  D.M. 5669

http://www.erickson.it/Pagine/dislessia-e-altri-DSA.aspx?gclid=CNvm7beLpawCFSIhtAodWHKQ1w

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca      Decreto N. 5669

DECRETA …

Articolo 1

Finalità del decreto

1. Il presente decreto individua, ai sensi dell’art. 7, comma 2, della Legge 170/2010, le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo  di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (di seguito “DSA”), delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione e nelle università.

Articolo 2

Individuazione di alunni e studenti con DSA

1. Ai fini di cui al precedente articolo, le istituzioni scolastiche provvedono a segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe e persistenti nonostante l’applicazione di adeguate attività di recupero didattico mirato, di un possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010.

2. Al fine di garantire agli alunni e agli studenti con disturbi specifici di apprendimento di usufruire delle misure educative e didattiche di supporto di cui all’articolo 5 della Legge 170/2010,  gli Uffici Scolastici Regionali attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte.

3. La certificazione di DSA viene consegnata dalla  famiglia ovvero dallo studente di maggiore età alla scuola o all’università, che  intraprendono le iniziative ad essa conseguenti.  Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 3

Articolo 3

Linee guida

1. Gli Uffici Scolastici Regionali, le Istituzioni scolastiche e gli Atenei, per l’attuazione delle disposizioni del presente decreto, tengono conto delle indicazioni contenute nelle allegateLinee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, che sono parte integrante del presente decreto.

Articolo 4

Misure educative e didattiche

1. Le Istituzioni scolastiche, tenendo conto delle  indicazioni contenute nelle allegate  Linee guida, provvedono ad attuare i necessari  interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative.

2. I percorsi didattici individualizzati e personalizzati articolano gli obiettivi, compresi comunque all’interno delle indicazioni curricolari nazionali per il primo e per il secondo ciclo, sulla base del livello e delle modalità di apprendimento dell’alunno e dello studente con DSA, adottando proposte di insegnamento che tengano conto delle abilità possedute e potenzino anche le funzioni non coinvolte nel disturbo.

3. In un’ottica di prevenzione dei DSA, gli insegnanti adottano metodologie didattiche adeguate allo sviluppo delle abilità di letto-scrittura e di calcolo, tenendo conto, nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle osservazioni di carattere scientifico contenute al riguardo nelle allegate Linee guida

4. Le Istituzioni scolastiche assicurano l’impiego  degli opportuni strumenti compensativi, curando particolarmente l’acquisizione, da parte dell’alunno e dello studente, con DSA delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi.

5. L’adozione delle misure dispensative è finalizzata ad evitare situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo, senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento previsti nei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

Articolo 5

Interventi didattici individualizzati e personalizzati 1. La scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate.

Articolo 6

Forme di verifica e di valutazione 1. La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici di cui ai precedenti articoli. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

4

2. Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.

3. Le Commissioni degli esami di Stato, al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, tengono in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Sulla base del disturbo specifico,  anche in sede di esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicurano, altresì, l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma,  sia nelle prove scritte, anche con riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase di colloquio.

4. Le Istituzioni scolastiche attuano ogni strategia didattica per consentire ad alunni e studenti con DSA l’apprendimento delle lingue straniere. A tal fine valorizzano le modalità attraverso cui il discente meglio può esprimere le sue competenze, privilegiando l’espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative più opportune. Le prove scritte di lingua straniera sono progettate,  presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà connesse ai DSA.

5. Fatto salvo quanto definito nel comma precedente, si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate:

- certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa dalle prove scritte;

- richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia o dall’allievo se maggiorenne;

- approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli interventi di natura pedagogico-didattica, con particolare attenzione ai percorsi di studio in cui l’insegnamento della lingua straniera risulti caratterizzante (liceo linguistico, istituto tecnico per il turismo, ecc.). In sede di esami di Stato, conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, modalità e contenuti delle prove orali – sostitutive delle prove scritte – sono stabiliti dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dai consigli di classe. I candidati con DSA che superano l’esame di Stato  conseguono il titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado ovvero all’università.

6. Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe - essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato. In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che  hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’art.13 del D.P.R. n.323/1998. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

7. In ambito universitario, gli Atenei assicurano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.

8. Per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a livello nazionale o da parte delle università, sono previsti tempi aggiuntivi, ritenuti congrui in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti, assicurando altresì l’uso degli strumenti compensativi necessari in relazione al tipo di DSA.

9. La valutazione degli esami universitari di profitto è effettuata anche tenendo conto delle indicazioni presenti nelle allegate Linee guida.

Articolo 7

Interventi per la formazione

1. Le attività di formazione in servizio degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, di cui all’art. 4 della Legge 170/2010, riguardano in particolare i seguenti ambiti:

a) Legge 8 ottobre 2010, n. 170;

b) caratteristiche delle diverse tipologie di DSA;

c) principali strumenti per l’individuazione precoce del rischio di  DSA;

d) strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo;

e) gestione della classe in presenza di alunni con DSA;

f) forme adeguate di verifica e di valutazione;

g) indicazioni ed esercitazioni concernenti le misure educative e didattiche di cui all’art. 4;

h) forme di orientamento e di accompagnamento per il prosieguo degli studi in ambito universitario, dell’alta formazione e dell’istruzione tecnica superiore;

i) esperienze di studi di caso di alunni con DSA, per implementare buone pratiche didattiche.

2. Il Ministero predispone appositi piani di formazione - le cui direttive sono riportate nelle allegate  Linee guida - anche in convenzione con università, enti di ricerca, società scientifiche, associazioni e servizi sanitari territoriali. In particolare, gli Uffici Scolastici Regionali, fatte salve le convenzioni e le intese già in atto, possono stipulare appositi accordi con le facoltà di Scienze della Formazione, nell’ambito dell’Accordo quadro sottoscritto tra il MIUR e la Conferenza nazionale permanente dei Presidi di Scienze della Formazione, per l’attivazione presso le stesse di corsi di perfezionamento o master in didattica e psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento, rivolti a docenti e dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado.

3. In conformità alle norme sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, le medesime possono attivare, in base alle necessità ed alle risorse, interventi formativi in materia.

Art. 8

Centri Territoriali di Supporto

1. Al fine di garantire l’attuazione delle disposizioni contenute nel presente decreto, le Istituzioni scolastiche attivano tutte le necessarie iniziative e misure per assicurare il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA.  In particolare, le istituzioni scolastiche Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca possono avvalersi del supporto tecnico-scientifico  fornito dalla rete predisposta dal MIUR, anche attraverso i Centri Territoriali di Supporto  (CTS) istituiti con il progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità”. I CTS possono essere impiegati come centri di consulenza, formazione, collegamento e monitoraggio ed essere interconnessi telematicamente. Gli operatori dei Centri, opportunamente formati, possono a loro volta essere soggetti promotori di azioni di formazione e aggiornamento.

Art. 9

Gruppo di lavoro nazionale

1. Con successivo decreto del Ministro è istituito  un Gruppo di lavoro nazionale con il compito di monitorare l’attuazione delle norme della Legge 170/2010 e delle disposizioni contenute nel presente decreto, nonché con compiti  di supporto tecnico all’attività di coordinamento delle iniziative in materia di DSA. Il suddetto Gruppo di lavoro avrà anche compiti consultivi e propositivi, con particolare riguardo:

- alla formulazione di eventuali proposte di revisione delle presenti disposizioni e delle allegate  Linee guida, sulla base dei progressi della ricerca scientifica, degli esiti dei monitoraggi e dell’evoluzione normativa in materia;

- alla sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare.

2. Le funzioni di Presidente del Gruppo di lavoro nazionale sui DSA sono svolte dal Direttore Generale per lo Studente, la Partecipazione, l’Integrazione e la Comunicazione o da un suo delegato.

3. Le funzioni di Segreteria tecnica sono svolte dall’Ufficio settimo della Direzione Generale sopracitata.

4. Ai membri del Gruppo di lavoro nazionale non spetta alcun compenso.

Art. 10

Disapplicazione di precedenti disposizioni in materia

1. Con l’entrata in vigore del presente Decreto si intendono non più applicabili le disposizioni impartite con la Circolare ministeriale n. 28 del 15 marzo 2007 e con la Nota ministeriale n. 4674 del 10 maggio 2007. Roma, lì 12 luglio 2011

Normativa utile x i DSA

novembre 07, 2011 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

- DPR 275/99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni

Scolastiche”

- Nota MIUR 4099/A4 del 5.10.04 “Iniziative relative alla dislessia”

legge n°  170 ,18 ottobre 2010

DM 5669, 12 luglio 2011

- Nota MIUR 26/A4 del 5.01.05 “Iniziative relative alla dislessia”

- Nota MIUR  1.03.2005  prot. 1787

- OM n° 26 del 15.03.2007 “Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo

svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione

secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2006/2007”

- CM 10.05.2007, prot. 4674

- CM n° 28 del 15.03.2007 “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione

nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico 2006-2007”

- Nota MPI 4600 del 10 maggio 2007 “Circolare n. 28 del 15 marzo 2007 sull’esame

di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per

l’anno scolastico 2006-2007 – precisazioni”

- Nota MPI 4674 del 10 maggio 2007 “Disturbi di apprendimento  – Indicazioni

operative”

- Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo

dell’istruzione. D.M. 31/07/2007

- C  . M .   n   5  0   -  m  a g g i o   2 0 0 9  Anno scolastico 2008/2009 – Nota MIUR n. 5744 del

28 maggio 2009  Esami di Stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di

apprendimento.

- Legge 169/2008 conversione DL 137/08 Art. 3 co.5  sulla

valutazione dei DSA

DPR N. 122 del 2009 – ART.10 – Regolamento sulla Valutaz

Legge 170 del 18 ottobre 2010

DM 5669 del 12 luglio 2011

I PERCHE’ DI UNA DOLOROSA SCELTA

luglio 21, 2011 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

Caro Collega, mi hai chiesto ospitalità sul sito:benvenuto!

Volentieri accetto di pubblicare il tuo amaro sfogo, nella consapevolezza che molti altri docenti, leggendo il tuo articolo si ritroveranno.Concordo appieno nella critica rivolta ai genitori disfunzionali e ai nuovi dirigenti scolastici rampanti.

La scuola non è un’azienda e chi è posto ai vertici dovrebbe essere in grado di svolgere le funzioni per le quali viene pagato dallo Stato, in primis, quello della tutela del proprio corpo docente.

Concorderai anche tu  l’attuale situazione di tutto il sistema scolastico ed il ruolo svolto dai DS negli ultimi anni,consente loro di atteggiarsi a “manager”,mandando così in soffitta tutto il lavoro che attiene alla costruzione delle relazioni sociali.

Girare la testa e far finta di non vedere.Tapparsi  le orecchie e far finta di non sentire:una sorta di deregulation delle proprie responsabilità dirigenziali..Oggi va di moda così..Il tutto per evitare sgradevoli ricorsi al TAR.

Gli insegnanti hanno capito l’antifona,hanno compreso che lavorare seriamente non paga e che in caso di diatriba,i genitori , in quanto utenti hanno ragione a prescindere dalle scemenze che sparano.Gli insegnanti hanno capito che i propri DS tengono i genitori nella “bambagia”,un alunno che se ne va, può determinare la perdita di una classe.E così facendo si stanno sempre più appiattendo i livelli verso il basso.Alunni sempre più ignoranti, ma genitori e dirigenti felici e contenti..

Poi non importa se al primo anno delle superiori,il 50% delle “perle” viene bocciata…

“Mala tempora currunt!”

Per parafrasare G.B.Show..”chi sa fa, chi non sa…dirige!”

Ho chiesto di poter essere ospitato su questo sito con alcune mie riflessioni: eccole!

Essere insegnanti al giorno d’oggi non è affare semplice. E’ fondamentale possedere professionalità,passione,autocritica. Indispensabile essere Educatori,impersonando valori etici e deontologici oggigiorno sempre più trascurati e dimenticati. O più sovente ignorati per la comodità del quieto vivere quotidiano.

Ruolo estremamente importante nell’espletamento della funzione sussidiaria cooperativa alla funzione docente, viene svolto dalle famiglie degli apprendenti.

Genitori ,a volte attenti alle dinamiche relazionali e di acquisizione dei propri figli,genitori a volte “didatticamente e metodologicamente ignoranti”,nel senso latino del termine,i quali tuttavia,si fidano e affidano,alla posizione competente dei docenti. Relazioni biunivoche di stima reciproca,sempre costruttive, poichè finalizzate al bene supremo quale è l’armonico sviluppo della personalità di un adolescente.

Ahimè, nel calderone scolastico, troppo spesso, si incontrano genitori zotici, arrogantemente presuntuosi,prepotentemente incolti,rozzi, i quali assurgono a tuttologi.

Immaginatevi ora un docente che si trovi ad affrontare questa genia.

Persone coscienti di fare del male al proprio figlio, ma decisi a mascherare machiavellicamente le sue difficoltà;persone, che insultano e minacciano un insegnante,vocandosi il diritto di giudicare il suo operato sia dal punto di vista didattico che educativo.

Immaginatevi una serie ripetuta di episodi simili e quale nefasto influsso certi atteggiamenti possono avere sulla serenità mentale di un docente che deve entrare in classe,sapendo che ogni suo gesto, ogni parola,ogni prova somministrata, verrà gratuitamente distorta, “ad usum pueri”.

Triste vedere che certi comportamenti disfunzionali dei genitori non vengono arginati dall’istituzione,la quale,pilatescamente ,per non esporsi,non solo si esime dal compito precipuo di garantire la legalità dei rapporti, ma altresì abdica al ruolo tutelativo del corpo docente.

Chiarezza,trasparenza,serietà professionale non sempre vengono apprezzate e così finisce che la deontologia delle relazioni, in certi settori fa acqua da tutte le parti.

Rimane una sola cosa da fare per riuscire ad espletare nel migliore dei modi la propria funzione docente: cambiare!

Chiedere di essere trasferiti non è sinonimo di fuga da una situazione è l’esigenza di un professionista serio, di poter interloquire in modo corretto,sereno e formativo con coloro che -insieme alle agenzie educative- ha la funzione di aiutare i ragazzi durante il loro processo di sviluppo,e cioè con genitori.

Sarà la vita a presentare il conto a coloro che sono sordi e non vogliono sentire.

Sarà la vita a dare una regolata a coloro i quali si atteggiano da struzzi pur di non affrontare i problemi.

Il tempo è galantuomo!

In certe situazioni,meglio scuotersi la polvere dai calzari ed andare avanti con la consapevolezza che le scelte di un professionista serio devono essere sempre mirate alla costante tutela dell’anello più debole della catena educativa: i propri alunni.

sergio

tono della voce ed educazione

dicembre 19, 2010 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

In questi ultimi tempi , mi è capitato di incontrare, in campo lavorativo, persone che faticano a relazionarsi con l’altro.Persone adulte..Persone con responsabilità educative, in quanto genitori.

Ahimé, adulti che alzano la voce e minacciano,senza un vero motivo fondato.Adulti, incapaci di rapportarsi con l’altro,usando le normali strategie di un rapporto paritario di reciproco ascolto, confronto e rispetto.Chissà, forse, queste povere persone,abituate a vivere in un piccolo mondo,di una manciata di case,si sono convinte che il gridare sia simbolo di autorevolezza..Purtroppo non lo è..E’ solo piccolo, becero tentativo di imporre violentemente la propria autorità..non certo la propria autorevolezza.

A loro dedico questo aneddoto..Perchè per crescere nelle relazioni…non è mai troppo tardi! Anche se si è facoltosi imprenditori..

Perchè due persone quαndo litigαno urlαno?

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:”Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”"Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.”Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.”Bene, gridiamo perché desideriamo che l’ altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’ altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’ uno con l’ altro. D’ altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’ amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”     [Il pensatore in questione è il grande Gandhi.]

Goccia di saggezza:ora che ho imparato a sognare…non smetterò!

marzo 22, 2010 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

 

Il sogno è nutrimento dell’anima, come il cibo è quello per il corpo!

(Il cammino di Santiago- Paulo Coelho)

Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.Noi, sognatori  incalliti ed impenitenti, sappiamo che la paura di soffrire, è assai peggiore della sofferenza stessa.Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.Noi day-dreamers senza speranza,consapevoli che è impossibile fermare il fiume della vita, e ,che non tutte le persone possono percepire i sogni alla stessa maniera,abbiamo appreso che l’unico modo per salvare il nostro giardino onirico, è essere generosi con noi stessi.Il sogno e l’amore, non stanno negli altri, ma dentro noi stessi.Siamo noi che li risvegliamo.Ma perchè ciò accada abbiamo bisogno dell’altro.Già..l’amore più forte, quello che non cede, che non viene mai meno, è quello capace di mostrare le proprie fragilità.

Ricordiamoci bene che il primo sintomo del fatto che stiamo uccidendo i nostri sogni, è la mancanza di tempo.Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni, sono le nostre concrete certezze.Il terzo sintomo della definitiva morte del nostro sogno..è la pace( P.Coelho).

E’ proprio la possibilità di realizzare un sogno, magari quell’unico nostro Sogno, che rende la vita interessante.Ecco perchè noi sognatori, non desistiamo mai..ma  seguiamo i segnali, perchè sappiamo che nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro.