Mariagrazia Bondioli

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Archive for the ‘poesie’

Aforismi di Jorge Luis Borges

settembre 12, 2009 By: mariagrazia Category: poesie

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Aforismi di Jorge Luis Borges     Jorge Luis Borges

Forse non tutti gli amici del blog conoscono a fondo J.L.Borges. Ho colto l’occasione, per presentare alcuni aforismi ed una poesia di questo famosissimo scrittore argentino.

Con le sue opere ha dato a questo paese sudamericano, uno dei più fulgidi esempi letterari del ‘900. Ancora una volta è merito di un amico, se il mio “semplice” sito, ha potuto arricchirsi una pagina culturale di spessore.

Poesia dei doni

settembre 12, 2009 By: mariagrazia Category: poesie

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Un’altra poesia dei doni

di Jorge Luis Borges

 

Ringraziare voglio il divino

labirinto delle cause e degli effetti

per la diversità delle creature

che compongono questo universo singolare,

per la ragione, che non cesserà di sognare

un qualche disegno del labirinto,

per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,

per l’amore, che ci fa vedere gli altri

come li vede la divinità,

per il saldo diamante e l’acqua sciolta

per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,

per le mistiche monete di Angelus Silesius,

per Schopenhauer,

che forse decifrò l’universo,

per lo splendore del fuoco

che nessun essere umano può guardare

senza uno stupore antico

per il mogano, il sandalo e il cedro,

per il pane e il sale,

per il mistero della rosa

che prodiga colore e non lo vede,

per certe vigilie e giorni del 1955,

per i duri mandriani che nella pianura

aizzano le bestie e l’alba,

per il mattino a Montevideo,

per l’arte dell’amicizia,

per l’ultima giornata di Socrate,

per le parole che in un crepuscolo furono dette

da una croce all’altra,

per quel sogno dell’Islam che abbracciò

mille notti e una notte,

per quell’altro sogno dell’inferno,

della torre del fuoco che purifica,

e delle sfere gloriose,

per Swedenborg,

che conversava con gli angeli per le strade di Londra,

per i fiumi segreti e immemorabili

che convergono in me,

per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,

per la spada e l’arpa dei sassoni,

per il mare, che è un deserto risplendente

e una cifra di cose che non sappiamo,

per la musica verbale d’Inghilterra,

per la musica verbale della Germania,

per l’oro che sfolgora nei versi,

per l’epico inverno

per il nome di un libro che non ho letto: Gesta Dei per Francos,

per Verlaine, innocente come gli uccelli,

per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,

per le strisce della tigre,

per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,

per il mattino nel Texas,

per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,

e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,

per Seneca e Lucano, di Cordova,

che prima dello spagnolo

scrissero tutta la letteratura spagnola,

per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,

per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,

per l’odore medicinale degli eucalipti,

per il linguaggio, che può simulare la sapienza,

per l’oblio, che annulla o modifica il passato,

per la consuetudine,

che ci ripete e ci conferma come uno specchio,

per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,

per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,

per il coraggio e la felicità degli altri,

per la patria, sentita nei gelsomini

o in una vecchia spada,

per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già

questa poesia,

per il fatto che questa poesia è inesauribile

e si confonde con la somma delle creature

e non arriverà mai all’ultimo verso

e cambia secondo gli uomini,

per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli

perché moriva così lentamente,

per i minuti che precedono il sonno,

per il sonno e la morte,

quei due tesori occulti,

per gli intimi doni che non elenco,

per la musica, misteriosa forma del tempo.

 

Pubblico questa poesia, ringraziando Carlo, essere delicato e speciale, per avermene fatto “dono”, consentendomi di vivere una, nuova, intensa emozione letteraria.

Amici…

settembre 11, 2009 By: mariagrazia Category: poesie

blog

Sono da poco tornata da una bellissima esperienza vissuta con tre persone stupende Carlo, Luisa e Gustavo, nello scenario incantevole di Campo Tres in Val Paghera.

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A loro che mi hanno insegnato ad usare occhi ed orecchie del cuore, regalo queste parole del grande Vinicius de Moraes

 

Amici …

 

 

“Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.

Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.

 

L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore.marmotta

Questo fa si che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.

Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza….

Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita.

Ma, proprio perché non li cerco con assiduità,

non posso dir loro

quanto io li ami.

Loro non mi crederebbero.

Molti di loro, leggendo adesso questa “crõnica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici.

Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.

E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto

mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale,

perché loro

fanno parte del mondo che io faticosamente

ho costruito,

e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.

Se uno di loro morisse, io diventerei storto

Se tutti morissero, io crollerei.

E’ per questo che,

a loro insaputa,

prego per la loro vita.

E mi vergogno

perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere.

Essa è forse il frutto del mio egoismo.

 

A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro.

Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi,

mi cade una lacrima

perché non sono con me a condividere quel piacere…..

Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita

non mi permette di avere con me,

mentre parlo,

mentre cammino,

vivendo,

tutti i miei amici,

e soprattutto quelli che solo sospettano o

forse non sapranno mai che sono miei amici.

 

Un amico non si fa, si “riconosce”.

                                                                     Vinicius De Moraes

 margheritatarassaco