Mariagrazia Bondioli

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Archive for the ‘vacanze’

Grenadine, il sogno dell’ultimo Eden

agosto 28, 2008 By: mariagrazia Category: vacanze

favola   dsc_0060aa

Piccolo spicchio di luna caduto durante la progettazione dell’Eden, micro-enigmatico Golden Gate tra il mar dei Caraibi e l’Oceano sconfinato. Virgola di terra lussureggiante, difesa e protetta da una lunga, sinuosa e conturbante barriera corallina, immersa in un quadro materico di turchese e di smeraldo, spatolato, senza mezze misure, su più strati.

Twin Bay, cristalli e polveri di corallo bianco e rosa stemperati, pennellati qua e là, da artisti moderni ed irriverenti per contrastare senza pietà il verde profondo e variegato di una vegetazione incontaminata. Mahault Bay, la Fishery, dolci spiagge di sabbia diamantina ed impalpabile con colline di enormi conchiglie rosate, conchas, come ultime vestigia di una tradizione antica di millenni.  dsc_0100aa

Insenature, calanche e baie sinuose si allungano seducenti , provocanti, come grandi alcove, tra abissi di zafiro ed il verde austero di fogliami equatoriali: una tale perfezione architettonica, mix improbabile tra la matita di Botero e il compasso di Niccolò Tartaglia.

Schizzi di colori violenti, come grida a cielo aperto, per richiamare l’attenzione di un’umanità distratta e superficiale, non più avvezza allo stupore: passerelle di rossi, infuocati, accesi come solo la fantasia di quel genio di “Valentino” avrebbe potuto creare, gialli intensi, così brillanti, da far impallidire i girasoli di Van-Gogh, fucsia-bariolés, arancioni screziati, strappati all’arcobaleno e bianchi abbacinanti come se Ligabue vi avesse, incautamente, depositato il suo pennello; miriadi di rosa-aranciati liquefattisi nei sonnolenti tramonti che introducono la stagione delle piogge su colate blu-cobalto di un cielo maestoso. dsc_0162

E nuvole dense, paffute, cremose come riccioli di panna montata, vaporose come bioccoli di cotone, stesi ad asciugare contro il sole, si dondolano in una sensuale danza quotidiana. Note di una nenia caraibica o ritmo che ti entra nelle vene. E’ il pan della Grande Madre, che scandisce il lento altalenarsi di fulminee notti nero pece e giornate accecanti, profumate di fruit punch rum.

canouan

Poi, all’improvviso, ecco, numerose piccole capocchie di spillo color pastello - coronate da merletti candidi - fare l’occhiolino, malandrine, mentre atterri su una brevissima cintura di asfalto grigiocangiante, inverosimile, ma reale, pista aeroportuale: unico segno di civiltà a te famigliare.

Fascia, che sembra creata per reggere un’ infinita varietà di palme policrome, uscite, non si sa come, dagli ultimi bozzetti di Schifano.

L’occhio da turista continentale, non si è ancora abituato a questo esplosione inusitata, di colori, modello Karl Lagerfeld o Rocco Barocco, che nuovamente rimaterializzi quelle serie di perle dalle tonalità violente o tenerissime, a frastagliare il verde cupo delle colline … No, non sei entrato in una tela di Gaugin! Sono le minuscole dimore in legno degli indigeni isolani.

Mentre sobbalzi, alla fine di un avventuroso Island hopping ai limiti della sopportazione umana, ti ubriachi di bellezza e meraviglia. Comprendi che agli esseri umani mancano alcune categorie verbali per esprimere la sorpresa dei prodigi naturali.stella

Ti senti piccolo, piccolo. Un puntino nell’infinità dell’universo, ma profondamente grato di esistere, di danzare in quell’armonia.

Ecco, questa improbabile fusciacca di bitume, ti riporta alla realtà.

Sei arrivato alla meta.  Landed in Canouan. Con Petit Saint Vincent, una tra le più selvagge ed inviolate isolette dell’Arcipelago delle Grenadine. concha1

Le avevi localizzate, a fatica, solo dopo aver consultato, con attenzione, l’Atlante.bTi eri sentito un emerito idiota quando l’impiegata dell’agenzia ti aveva illustrato le bellezze del posto e tu avevi simulato conoscenze geografiche inesistenti, giusto per non fare la figura dell’ignorante con la “I” maiuscola.

Grenadine.. piccolo forziere di trecentocinquanta gioielli, presumibilmente caduto da un galeone e sparpagliatosi poi nel Mar Caraibico durante una delle numerose incursioni piratesche.turtles1

Union Island, Béquia, Mustique, Saint-Lucia, Saint Vincent, Petit Martinique, Petit Saint Vincent, Petit Mustique … ed infine Canouan, la terra delle tartarughe.

Canouan dei desideri, Canouan del sogno che ti si avvera tra le mani prima che tu riesca a rendertene conto.

Canouan che ti lascia paralizzato nei movimenti perché hai paura di svegliarti, hai paura di voltare lo sguardo nel timore che d’improvviso la tua favola scompaia. bimbi

Canouan che ti invita a ripercorrere le vie dell’albatros, alla ricerca di una natura primordiale in te stesso e al di fuori di te. 

Canouan con una stella polare che ti scivola fra le dita, Canouan che con le stelle ti ci fai una collana mentre ascolti i concerti di rane e grilli.42 

 Un’isola che in 18 chilometri quadrati  riesce a riassumere tutto il meglio e tutto il peggio dell’umanità.

New York to drink… N.Y. to live… what do you think of taking chances?

luglio 06, 2008 By: mariagrazia Category: vacanze

la Grande Mela… tra sogno e desiderio. Megalopoli da bere, vivere, indossare, sperimentare, sprecare criticare ma anche da assaporare e sfruttare fino all’inverosimile.

New York, il mito, la passione, la favola diventata realtà tra le mani di una ragazzina sedicenne. New York che si concretizza… davvero esiste, non è più la foto di un TG. Ti appare in tutta la sua imponenza tra le nuvole cremose, mentre atterri al JFK.

New York si può accarezzare, si può strapazzare e non si stropiccia. Non si esaurisce nè si stanca.

Vertigine di grandezza e sensazioni di impotenza… Un’enorme fun-fair colorata, un ottovolante dal quale non vorresti mai scendere. New York è così, e non può essere, nè la vorresti, diversa da così! Non sarebbe più il tuo American dream!

 New York e Domiziana, mia figlia: il Gigante e la bambina!

Bambina curiosa, impertinente,biricchina, desiderosa di scoprire, di imparare, di appropriarsi della capitale, di viverla fino allo sfinimento, prima che qualcuno, allo scoccare della mezzanotte, gliela possa portar via, prima di svegliarsi nuovamente in una piccola cittadina di provincia, senza aver nemmeno avuto la possibilità di dimenticare… la scarpetta di cristallo davanti al Plaza!

Bambina mai sazia di questa città frenetica dove tutto l’impossibile è possibile. Lei porta nel cuore la simpatia e l’esperienza della Rider University di Priceton.

New York diventa nostalgia; un feeling blue and gloomy dopo l’esperienza del Mome, del Metropolitan le corse all’impazzata in 5th Avenue, le incursioni monelle al plaza e al Rockfeller Centre…

what do you think of taking chances… what do you think of jumping off the edge?

Italianità ed americanismo si fondono al di là di ogni stereotipo, per trasformarsi in sociotipo: barriera ideologiche, sovrastrutture mentali, clichés e preconcetti che cadono, per diventare esperienza piena e gioiosa di vita.

I ragazzi, gli adolescenti… a tutte le latitudini sono bellissimi perchè hanno  come bagaglio principale la gioia, l’allegria e la speranza nel futuro. Non importa quale lingua essi parlino… Si comprendono alla perfezione perchè sanno condividere le emozioni e non si imbarazzano mai. Sanno mettersi in gioco per quello che sono… con le loro ricchezze ed i loro limiti. Da loro c’è solo da imparare! Sanno meravigliarsi e sono in grado di alimentare in loro stessi lo stupore…

soprattutto in the Melting pot of the Big Apple!