il bello delle cose
Il concetto del bello delle cose.
Concettualmente condivido l’idea del cercare “il bello delle cose” anche se personalmente, preferisco trovare, in primo luogo, il bello delle persone.
Faccio fatica a pensare al mondo delle cose, disgiunto dall’essere umano che le domina o le plasma.
Le cose sono funzionali e transitorie alla Vita, che altro non è che, un lungo pensiero.
Ho imparato che l’estetica delle cose è sempre relativa,mutevole, fugace e legata alla percezione emotiva della situazione, ed influenzata marcatamente dal contesto. Questa visione appare indiscutibile in “lettere d’amore del profeta” di Kahlil Gibran…
Già..il bello!
Per poter percepire la bellezza, ritengo una persona debba poter vivere in serenità e armonia con sé stesso; status interiore imprescindibile , che porta mente ed anima ad aprirsi a sé stessi, agli altri e al mondo. Solo chi gioisce di questa stabilità arriva a riconoscere il bello.
Dicotomia tra il dono della “bellezza” di sé e delle cose e l’ interiorizzazione di “bellezza” donata da altri o dalle cose.
Poi c’è il bello oggettivo, quello che arriva da un’acuta osservazione dell’esterno “beauty for beauty’s sake”- diceva Gautier, se non ricordo male.
Mi piace pensare che almeno alcuni abbiano conquistato questa euritmia e che possano quindi, esprimersi a ragion veduta, per esperienza personale. Insomma,che dentro di loro, nonostante l’andamento sinusoidale della diarietà, con i suoi alti e bassi, vi sia una serenità, una stabilità di vita, che consente di percepire l’essenza della bellezza, di farla propria, e metabolizzandola, essere in grado di rielaborarla per donarla agli altri attorno a noi.
Ma per chi non vive questa condizione di privilegio..
A tutti i cantori del “bello delle cose”, chiedo, dove sta “il bello” di una violenza ripetutamente subita? cosa c’è di bello in un fallimento esistenziale o professionale? Dove è “il bello” in un tradimento?o In una famiglia che si sfascia?dove è la bellezza di un padre alcolista che gonfia di botte i componenti della sua famiglia? O del non avere un tetto dove ripararsi?o di una ragazza che perde la madre?o di una madre che perde il figlio in un incidente?o di una malattia che devasta?dove sta il bello nel non potersi fidare di nessuno?della certezza che vi sono individui costretti a vivere in silenzio in mezzo alle menzogne?
Dove è la bellezza nell’abbandono di dio?
..tralascio il capitolo “amore di coppia”,che si presta a molteplici sfaccettature.
Forse si può trovare “il bello” nella solitudine consapevole e voluta, nell’accettazione del dolore come strumento di riscatto per l’umanità…
Ma questa percezione arriva a posteriori, quando si può guardare indietro con serenità al dolore perché non è più parte intensa del vissuto quotidiano. O quantomeno, è diventato sopportabile.
Ciò che è frutto di una imposizione, difficilmente è bello…
E’ altresì vero che,
Tutto può essere “bello” ,se frutto di una scelta personale e consapevole…
Credo che “Il bello” sia sempre dialetticamente compreso nell’amore!sia che si tratti di un paesaggio, di una tela,di un monumento, di una persona. Tutto ciò che noi amiamo è “bello”..
E tutto ciò che è “ bello”… è perché lo amiamo.
