Mariagrazia Bondioli

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Il matrimonio di Lorna

IL MATRIMONIO DI LORNA

Regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Con Jérémie Renier, Arta Dobroshi, Fabrizio Rongione

Genere: Drammatico

 

Il film è la rappresentazione di una storia di ordinaria quotidianità che coinvolge immigrati. Solo che il regista arricchisce la storia con una piccola indagine del subconscio.

Lorna è una giovane albanese che ha ottenuto la cittadinanza belga grazie ad un matrimonio combinato con un tossicodipendente. La ragazza, poi, vive sul filo del rasoio: si deve arrangiare nel ménage con il forzato coniuge che richiede un affetto non programmato; la connivenza con un malavitoso la mette al centro di un nuovo matrimonio da combinare con un russo (per cui il primo ‘marito’ deve sparire in ogni caso); ama sinceramente un conterraneo clandestino.

Lorna riesce a giostrarsi in questa vita complicata permettendosi il lusso di coltivare sogni di una vita migliore. Il complicato ingranaggio che è la sua routine sembra funzionare alla perfezione fino a quando non cambia il rapportarsi con il tossicodipendente. In questo sta la bravura dei registi i quali, nella loro opera, inseriscono il seme della follia che progressivamente si impadronisce della vicenda.

L’attrice protagonista (Arta Dobroshi) primeggia sul resto del cast, pur sempre in parte. Il suo personaggio, rappresentato a tutto tondo dai fratelli Dardenne, risulta realistico nel suo disagio sociale. Le atmosfere del film appaiono in tutta la loro integrità, senza forzature, aiutate anche dalla poesia del ‘non detto’.

Film da vedere.