Mariagrazia Bondioli

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Il seme della discordia

IL SEME DELLA DISCORDIA

Regia di Pappi Corsicato

Con Caterina Murino, Alessandro Gassman, Valeria Fabrizi,

Isabella Ferrari, Martina Stella, Michele Venitucci, Angelo Infanti,

Iaia Forte, Eleonora Pedron, Lucilla Agosti.

Genere: Commedia

Continua il percorso simpaticamente visionario del regista napoletano. E qui il suo essere visionario ha materia per manifestarsi al massimo.

Veronica (Caterina Murino) scopre di essere incinta; contestualmente il marito Mario (Alessandro Gassman) scopre di essere sterile. Spirito Santo? Piacerebbe…

A poco a poco Veronica si rende conto di quanto questo spirito, colpevole della sua gravidanza, sia decisamente concreto e soprattutto poco santo, visto che viene lasciata dal marito. Se per lo spettatore è facile capire come siano andate veramente le cose (ma questo non è assolutamente un punto debole della pellicola), Veronica ci mette un po’ (con un orgoglio e una caparbietà tipicamente napoletani) a mettere insieme i pezzi di questo puzzle, progredendo verso una riconciliazione di facciata con il mondo che la circonda.

La bellezza del film non è tanto data dalla vicenda in esso rappresentata, quanto da COME questa è costruita. Realtà e sogno, nella vita di Veronica, si susseguono mescolandosi e distaccandosi anche violentemente. Corsicato, senza nemmeno molta fatica, rapisce lo spettatore sintonizzandolo sulla sua lunghezza d’onda (anche se il plot ci mette un po’ ad entrare nel vivo).

Murino è fantastica: recita con le parole, ma ancora di più con lo sguardo e col corpo, dimostrando una grande maturità. Intorno a lei un contorno di figure femminili molto riuscite come Valeria Fabrizi (bentornata!) nel ruolo di una madre molto invadente, ed Isabella Ferrari nella parte dell’amica del cuore.

La componente maschile sembra più marginale anche se lascia abbastanza il segno: Gassman risulta più sfaccettato nella seconda parte; a Venitucci riesce abbastanza bene la parte del principe azzurro molto timido.

Il film è corredato di alcuni elementi surreali e di atmosfere e colori che vagamente possono riportare alla memoria una certa produzione di Almodovar (Murino, non stonerebbe affatto in un suo film). Corsicato però non imita il maestro spagnolo, in quanto si esprime con un linguaggio tutto personale.

Un piccolo spazio, a proposito di mondo surreale, va riservato ad un siparietto che vede protagonista Iaia Forte (musa storica del regista), la quale ‘dice la sua’ sull’orgasmo….