meravigliosa creatura (parte 2)
Sull’onda del successo della Nannini, mi era nata dalla mia fantasia,una breve storiella .La condivido con gli amici del blog..

Il bisogno di essere meravigliosa creatura per un qualcuno sulla terra, una metà del cuore o l’altra metà del cielo; potersi trasformare, almeno a tratti, in battito o respiro per un’altra persona, credo sia esigenza umana.
In ciascuno è implicito il desiderio di essere puntino argenteo luminoso sulla spalla sinistra dell’amato-almeno, io così ho percepito me stessa, per un periodo felice della mia vita- Riprendo un concetto caro, espresso da Coelho nel suo romanzo “Brida”. Noi siamo nati per attraversare la nostra esistenza, almeno a tratti, in compagnia. Anche se il più delle volte ci ritroviamo ed accettiamo di buon grado di camminare da soli, seppur in coppia. Sostanzialmente creati per esistere “soli”, ma desiderosi di intessere rapporti affettivi, mentre percorriamo il deserto dell’esistenza, in modo da poter mettere a fuoco il valore della nostra essenza, la nostra unicità,entrando in relazione profonda con Colui, che è sorgente dalla quale siamo nati, seppur gocce piccole ed infinite. Condividere una relazione affettuosa, che non necessariamente diventa amorosamente intima, è importante. E così proustianamente, on va à la recherche..
Chi non è stato “meraviglioso” da piccolo… più di tutti gli altri.

Costoro vantano un “credito affettivo” inestinguibile,infinito. Sete di un amore negato. Non hanno potuto sviluppare ciò che in psicologia viene definito come “capacità di creare confini,limiti all’interno delle proprie percezioni emotive”. Essendo più fragili su questo versante,sono preda di sonori abbagli , prendendo lucciole per lanterne… Come diceva Troisi “pensano sempre, fosse amore … ed invece era un calesse!”
Si ritrovano sposati, a volte inconsapevolmente,con conseguente morte della gioia, della fantasia, della spontaneità affettiva e della gratuità, legati da un vantaggioso rapporto basato sul do-ut –des. Non hanno provato né emozioni né passione, poiché non le avevano mai conosciute e sperimentate in precedenza.
Morte del “genio” e della “creatività affettiva”. Della libertà di esistere e di avere desideri ed aspirazioni proprie, stop al proprio andare creativo attraverso il mondo. Triturati nel ruolo grazie a quell’implicito Diritto di possesso, sancito dallo stato e/o da santa romana chiesa. Nel nome del Padre..si approda così al triste “possesso monogamico dell’altro”, di una routine grigia ed “agoviante”: tutto diventa talmente intricato che da quel malefico ingarbugliamento sociale, che se ne esce con grande fatica. Un mortifero labirinto. Una dipendenza psico fisica di tipo esistenziale. Intorno un mefitico odore di marcio:tradimenti, bugie, crollo della fiducia. Il tutto condito da grigia noia a bizzeffe.
E così passano i giorni, i mesi, gli anni e ti ritrovi che la vita ti è scivolata dalle dita. Quando te ne accorgi, è tardi. E’ irrimediabilmente troppo tardi…
