Non solo Ivan è terribile!
NON SOLO IVAN E’ TERRIBILE: esperienza di inserimento di alunni con DSA
Team Pedagogico di Cazzago San Martino:
Mariagrazia Bondioli ,Giovanna Cagnetta, Michela Rugari
I ^ SEZIONE
Durante l’anno scolastico 2007/08 è stato inserito in una classe prima della Scuola Media di Cazzago San Martino l’alunno xy di anni undici e nazionalità italiana, presentato con una certificazione di D.S.A., ipercinetismo e disregolazione comportamentale, già evidenziatesi nel corso della scuola primaria. Tali disturbi, seppur certificati, non rientrano nella legge 104 e di conseguenza non prevedono la presenza dell’insegnante di sostegno.
L’allievo non era gestibile durante le ore curricolari, perché incapace di autocontrollo che talvolta sfociava in atti di autolesionismo e di aggressività nei confronti dei compagni. La capacità attentiva risultava pressoché inesistente, non per motivazioni di tipo cognitivo, ma per i disturbi sopra indicati.
I rapporti all’interno del gruppo classe andavano via via deteriorandosi.
Come docente, ho potuto constatare che l’alunno:
1. Durante le lezioni, “innescava catene interattive negative con uno o più compagni, coinvolgendo sempre il resto della classe”; intervenendo a sproposito, alzandosi e muovendosi nella classe senza chiedere il permesso, sottraendo ai compagni il materiale scolastico e nascondendolo, nonché attirando in ogni modo l’attenzione dei compagni e del docente presente;
2. I compagni alternavano momenti in cui si associavano agli atteggiamenti del “terribile” a momenti in cui mostravano nervosismo e rifiuto;
3. I docenti lamentavano una certa difficoltà nella gestione relazionale di xy, anche
se alcuni membri del consiglio, attraverso un approccio di tipo assertivo, riuscivano ad ottenere risultati positivi nel contenimento dell’esuberanza.
4. I genitori di alcuni ragazzi addossavano, alla presenza di xy nella classe, le dif-
ficoltà di apprendimento dei propri figli e il rallentamento dei programmi disciplinari
previsti;
5. Il contesto scolastico nel quale xy era stato inserito (L’istituto raccoglieva sia studenti disagiati provenienti dalla periferia “povera” –condomini popolari- sia studenti di famiglie benestanti che abitavano la zona collinare circostante) era di tipo popolare.
6. xy poteva diventare pericoloso per sé e reagiva in modo non adeguato;
7. I compagni faticavano ad accettarlo, pur non essendone intimoriti;
Specchiandomi nella situazione appena narrata ho valutato l’importanza di un intervento caratterizzato da questi elementi:
· Stile formativo e approccio pedagogico di tipo assertivo ( su modello di Krashen);
· Ruolo all’interno dell’istituzione: docente a supporto di quello curricolare;
· Relazioni con il contesto: mantenere i contatti con C. D. C., la famiglia e gli esperti sanitari, in particolar modo con gli psicologi referenti;
· Metodo di intervento: ore curricolari e percorso individualizzato;
Azione didattica
· Modelli didattici di riferimento: metodo ludico integrato secondo il modello proposto da R. Titone e G. Freddi, alternato all’ approccio maslowiano.
· Metodi, tecniche, strumenti, supporti e materiali utilizzati: PC, video, giochi didattici e logici, CD, audiocassette e materiale cartaceo, lavori di gruppo, didattica laboratoriale.
· Stile relazionale-comunicativo: dialogativo ed attento ai bisogni dell’alunno (Total Phycal Response).
· Rapporti ed eventuale collaborazione con i colleghi ed altre figure presenti nella scuola:
1. Collaborazione con un esperto esterno (psicologo);
2. Collaborazione con un esperto interno (psicologa dello sportello d’ascolto);
3. Collaborazione con l’ente comunale (assistente sociale ed educatore domiciliare);
4. Risorse interne alla scuola (compresenze in orario curricolare);
5. Incremento delle relazioni scuola famiglia (con cadenza settimanale);
6. Incremento delle relazioni scuola ed esperto esterno;
7. Supporto del personale A.T.A..
II^ SEZIONE
Aspetti di criticità
· Aspetti/elementi di difficoltà/criticità: poca collaborazione all’interno dell’équipes pedagogiche a causa dei diversi stili approcci metodologico-didattici;
· Carenza di aggiornamento;
Aspetti di forza
· Le risorse: sereno rapporto con gli alunni, con i colleghi e con il personale della scuola.
· Le competenze: cognitive, didattiche, pedagogiche e relazionali.
