Mariagrazia Bondioli

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Visitiamo un piccolo caseificio camuno:Agriturismo Belotti

agosto 11, 2011 By: mariagrazia Category: Uncategorized

“Silvia,da dove proviene il latte?” “Dal supermercato maestra…”

Sembra una battuta ed invece sono le parole di una bimbetta di sette anni alla sua amata docente.

Dopo averci riso un pochetto,perché effettivamente la risposta della piccola, suona come una gran bella battuta,mi sono soffermata ad analizzare l’enunciato,così esplicito nella sua semplicità.

I nostri bambini, specie i più piccini, quella che noi docenti chiamiamo “ la 1st NTG” (Native thouroughlyTechnological Generation)”,sono in grado di accedere alla rete, di “chattare, surfare,mailare,facebookkare,I-poddare, I-phonare” ..si insomma di usare gli strumenti più avanzati che il progresso ci ha messo a disposizione,ma ignorano i più remoti e semplici gesti quotidiani dell’uomo.

Non conoscono il sapore bello e gustoso che certe fatiche d’antan comportano.

Ecco allora una proposta veloce per le maestre del primo ciclo della scuola dell’obbligo. Idea che può essere valida anche per gruppi di famiglie con bambini piccini .Una bella gita sulle nostre montagne camune con visita ad un’ azienda produttrice di latticini.

L’agriturismo Belotti sito a Villa Da legno ( Temù) propone una percorso guidato, all’interno del proprio piccolo, ma grazioso, caseificio.

La struttura può ospitare 25 - 30 persone, quindi una intera classe di alunni, ma è disponibile ad accogliere anche gruppi meno numerosi, non legati al mondo della scuola .

Ai bimbi viene presentata la struttura dell’agriturismo e spiegato quali prodotti vi si elaborino.

Inizialmente i bambini vengono dapprima portati a “far conoscenza”con le mucche,produttrici del latte che essi maneggeranno; ne vedranno la mungitura ed in seguito, saranno accompagnati al caseificio, ove parteciperanno alle prime fasi della lavorazione del latte:tale processo dura 20-30 minuti circa.

Successivamente,dal momento che serve più di mezz’ora di riposo,affinché il caglio possa lavorare a dovere,Alda ed Angelo, i gestori, offrono a tutti uno spuntino delizioso a base dei prodotti del loro agriturismo.

I piccoli tornano all’opera nel caseificio,raccogliendo la cagliata che suddivideranno in contenitori ed ad ognuno verrà dato altresì un contenitore “mignon”,per il proprio formaggino personale, da portare a casa e da mostrare a mamma e papà.

Il costo è di 5 euro a persona,merenda inclusa.

Per date ed orari è sufficiente mettersi in contatto direttamente con i gestori.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Agriturismo Belotti Villa Da legno (Temù)

belotti@agriturismobelotti.it

Hard dark dawn on an autumnal Saturday morning… feelin’ the mist of despair under my skin

agosto 02, 2011 By: mariagrazia Category: poesie

She was drowning in the mist of grief,overwhelmed by sorrow and dispair, feeling so lonely in the sunset of that hard dark Saturday dawn…Blue mood creeping.

All of a sudden, an unexpected shower of blue sparkling light started pouring down its little plumpy dewbeads, like cheeky balmy words , tipping all over her skin. Making herself feeling melting. There, He was… once again,standing still, proud and fierce,subbornly and deeply rooted in her heart. Time had flown, but she hadn’t been able to erase all those sunshining waves of feelings. Despite her will, he had stuck in her veins, in every breath she had taken.He had turned into her “Milkyway of endless joy”: years had passed and nothing had changed.

He was still standing beautiful to her, speaking wellknown unspoken words, sweetly whispering stunning speeches of silence ..They simply belonged one another.Two parallel lines craving for meeting and obliged by the Fate never to join.Keats’ words of “Ode to a Grecian Urn”echoed in her mind.. 

She let her streams of thoughts flying … they were now free..She felt herself staring at them while dancing, on the notes of “Ribbons and bows” song.A deep sense of conscious mindfulness pervaded her soul. All her yesterdays, her desires, her hopes were today disguised in an empty smile;a hollow woman she was, a scarecrow walking by.Nothing else than that.She rolled the whole universe of her grief  into a drop, a bitter tear of a hopeless today.no more hope, no more sense of life and therefore,  no more future, in her tomorrows.

And while she was recalling her recently passed memories in tranquillity,walking alone through her restless dreams,cuddling her beloved images of him, she heard somone saying:”darlin’, don’t give up!you are always the lightblue twinkling of my every morning”-”listen honey,do you still remember the day me met on the rainbow?I miss you so much.I’d  wish you were here, with me in the nest..”

“Prendi un sorriso,

regalalo a chi non l’ha mia avuto.

Prendi un raggio di sole,

fallo volare là, dove regna la notte.

Scopri una sorgente,

fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima,

 posala sul volto di chi non ha mai pianto.

prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita,

raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza e vivi nella sua luce.

prendi la bontà,

e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore,

e fallo conoscere al mondo.

She silently closed the doorgate at her shoulders, dried that furtive tear on the back of her hand,opened the car-door, sat down, started the engine and put her trembling hand on the roaring gear .Ok, she was ready.Ready to start.So she drove to school.

Life and its show, had to go on, all the same!

Per tutti gli amici del blog: il testo poetico inserito in questo brano, è intitolato “Il dono” ed è di … Mahatma Gandhi

I PERCHE’ DI UNA DOLOROSA SCELTA

luglio 21, 2011 By: mariagrazia Category: analisi socio-psicologica

Caro Collega, mi hai chiesto ospitalità sul sito:benvenuto!

Volentieri accetto di pubblicare il tuo amaro sfogo, nella consapevolezza che molti altri docenti, leggendo il tuo articolo si ritroveranno.Concordo appieno nella critica rivolta ai genitori disfunzionali e ai nuovi dirigenti scolastici rampanti.

La scuola non è un’azienda e chi è posto ai vertici dovrebbe essere in grado di svolgere le funzioni per le quali viene pagato dallo Stato, in primis, quello della tutela del proprio corpo docente.

Concorderai anche tu  l’attuale situazione di tutto il sistema scolastico ed il ruolo svolto dai DS negli ultimi anni,consente loro di atteggiarsi a “manager”,mandando così in soffitta tutto il lavoro che attiene alla costruzione delle relazioni sociali.

Girare la testa e far finta di non vedere.Tapparsi  le orecchie e far finta di non sentire:una sorta di deregulation delle proprie responsabilità dirigenziali..Oggi va di moda così..Il tutto per evitare sgradevoli ricorsi al TAR.

Gli insegnanti hanno capito l’antifona,hanno compreso che lavorare seriamente non paga e che in caso di diatriba,i genitori , in quanto utenti hanno ragione a prescindere dalle scemenze che sparano.Gli insegnanti hanno capito che i propri DS tengono i genitori nella “bambagia”,un alunno che se ne va, può determinare la perdita di una classe.E così facendo si stanno sempre più appiattendo i livelli verso il basso.Alunni sempre più ignoranti, ma genitori e dirigenti felici e contenti..

Poi non importa se al primo anno delle superiori,il 50% delle “perle” viene bocciata…

“Mala tempora currunt!”

Per parafrasare G.B.Show..”chi sa fa, chi non sa…dirige!”

Ho chiesto di poter essere ospitato su questo sito con alcune mie riflessioni: eccole!

Essere insegnanti al giorno d’oggi non è affare semplice. E’ fondamentale possedere professionalità,passione,autocritica. Indispensabile essere Educatori,impersonando valori etici e deontologici oggigiorno sempre più trascurati e dimenticati. O più sovente ignorati per la comodità del quieto vivere quotidiano.

Ruolo estremamente importante nell’espletamento della funzione sussidiaria cooperativa alla funzione docente, viene svolto dalle famiglie degli apprendenti.

Genitori ,a volte attenti alle dinamiche relazionali e di acquisizione dei propri figli,genitori a volte “didatticamente e metodologicamente ignoranti”,nel senso latino del termine,i quali tuttavia,si fidano e affidano,alla posizione competente dei docenti. Relazioni biunivoche di stima reciproca,sempre costruttive, poichè finalizzate al bene supremo quale è l’armonico sviluppo della personalità di un adolescente.

Ahimè, nel calderone scolastico, troppo spesso, si incontrano genitori zotici, arrogantemente presuntuosi,prepotentemente incolti,rozzi, i quali assurgono a tuttologi.

Immaginatevi ora un docente che si trovi ad affrontare questa genia.

Persone coscienti di fare del male al proprio figlio, ma decisi a mascherare machiavellicamente le sue difficoltà;persone, che insultano e minacciano un insegnante,vocandosi il diritto di giudicare il suo operato sia dal punto di vista didattico che educativo.

Immaginatevi una serie ripetuta di episodi simili e quale nefasto influsso certi atteggiamenti possono avere sulla serenità mentale di un docente che deve entrare in classe,sapendo che ogni suo gesto, ogni parola,ogni prova somministrata, verrà gratuitamente distorta, “ad usum pueri”.

Triste vedere che certi comportamenti disfunzionali dei genitori non vengono arginati dall’istituzione,la quale,pilatescamente ,per non esporsi,non solo si esime dal compito precipuo di garantire la legalità dei rapporti, ma altresì abdica al ruolo tutelativo del corpo docente.

Chiarezza,trasparenza,serietà professionale non sempre vengono apprezzate e così finisce che la deontologia delle relazioni, in certi settori fa acqua da tutte le parti.

Rimane una sola cosa da fare per riuscire ad espletare nel migliore dei modi la propria funzione docente: cambiare!

Chiedere di essere trasferiti non è sinonimo di fuga da una situazione è l’esigenza di un professionista serio, di poter interloquire in modo corretto,sereno e formativo con coloro che -insieme alle agenzie educative- ha la funzione di aiutare i ragazzi durante il loro processo di sviluppo,e cioè con genitori.

Sarà la vita a presentare il conto a coloro che sono sordi e non vogliono sentire.

Sarà la vita a dare una regolata a coloro i quali si atteggiano da struzzi pur di non affrontare i problemi.

Il tempo è galantuomo!

In certe situazioni,meglio scuotersi la polvere dai calzari ed andare avanti con la consapevolezza che le scelte di un professionista serio devono essere sempre mirate alla costante tutela dell’anello più debole della catena educativa: i propri alunni.

sergio

DONNE

giugno 10, 2011 By: mariagrazia Category: Uncategorized

Dio non ti dà le persone che vuoi; Lui ti dà le persone di cui hai bisogno…

           
            per aiutarti, per ferirti, per lasciarti, per amarti
           
            e per farti diventare la persona che eri destinata ad essere.
                             
            Un difetto nelle donne?……

                  Le donne hanno forze che sorprendono gli uomini………

                  sopportano fatiche e portano fardelli,

                    ma comprendono la felicità, l’amore e la gioia.

                  Sorridono quando vogliono urlare.

                  Cantano quando vogliono piangere.

                  Piangono quando sono felici.

                  e ridono quando sono nervose.

                  Combattono per quello in cui credono…

                    si ribellano all’ingiustizia.

                    Non accettano un “no” come risposta

                  quando credono che ci sia una soluzione migliore.

                  Rinunciano per far avere di più alla famiglia.

                  Vanno dal dottore con un’amica spaventata.

                  Amano incondizionatamente.

                  Piangono quando i loro figli vincono

                    e festeggiano quando i loro amici ricevono premi.

                  Sono felici quando sentono parlare

                  di una nascita o di un matrimonio.

                    I loro cuori si spezzano quando muore un amico.

                  Stanno in lutto per la perdita di un membro della famiglia

                    ma sono forti quando pensano che non sia rimasta più forza.

                  Sanno che un abbraccio ed un bacio

                    possono curare un cuore spezzato.

                  Di donne ce ne sono di tutte le forme, misure e colori.

                  Guideranno, voleranno, cammineranno, correranno

                  o ti invieranno e-mail per mostrarti quanto tengano a te.

                    Il cuore di una donna è ciò che continua a far girare il mondo.

                  Portano gioia, speranza e amore.

                  Hanno compassione ed idee.

                  Danno supporto morale alla famiglia e agli amici.

                    Le donne hanno cose vitali da dire

                    e tutto da dare.

Grazie Sonia..come vedi ho pubblicato volentieri il tuo brano.Lo trovo davvero bello e veritiero nella sua semplicità! Cristallino e saggio!

Eccomi a rapporto!

giugno 05, 2011 By: mariagrazia Category: Uncategorized

Poco tempo fa una collega mi ha inviato un breve power point via mail,gesto che ho molto apprezzato. Ciò che questa persona di certo ignorava, è che, le parole contenute in quel brano, collimavano alla perfezione, con quelle che da mesi uso, e che mi hanno consentito di traghettare me stessa, parzialmente indenne, attraverso un anno scolastico che definire Horribilis è  mero eufemismo…

Quando di dice la casualità degli eventi! Alcuni dei miei lettori ed un ristrettissimo gruppo di amici cittadini, sono a conoscenza dei problemi, piombati come inaspettate meteoriti dal dicembre scorso, nella mia quotidianità, inficiandola a tal punto, da minare anche il mio stato di salute fisico: ripetuti eventi che mi hanno catapultato in una situazione kafkiana ed irreale. Momenti lavorativi difficili,giorni nei quali ho sperimentato sulla mia pella sia la  falsità, la maldicenza (accompagnata da minacce più o meno velate), da parte di certi individui, sia la tendenza a pararsi il deretano, da parte di altri! Questa esperienza mi ha insegnato molto:un profondo disincanto ed una nuova mindfulness… Al mio fianco, nei giorni più neri, ho trovato il sostegno di  uno stuolo di ragazzini, tra gli 11 ed i 12 anni-a dimostrazione, che le mie scelte di vita sono corrette ed alla fine, pagano -  E parecchi genitori. Alcuni decisamente speciali! Di  quanto alcuni di loro siano unici, me ne sono resa conto  ieri, ricevendo un inaspettato bigliettino da parte di una mamma di un mio alunno… So che questa persona, così come molte altre mamme, mi legge.  A lei,dunque, dedico questo breve racconto come profondo ringraziamento per ciò che mi ha scritto…E’ stato balsamo sul cuore! Io sono così… e non posso essere diversa da così.

Un sacerdote stava camminando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava;
l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a
disfarsi. L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a
mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a
sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?”
L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva
mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è Jim a rapporto”. 

Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò Gesù.
Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
“Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono
felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui;
lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che
tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò
molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite.  Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e
questa gli disse, mentre Jim ascoltava:
“Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”. Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo:
“L’infermiera si sbaglia… però lei non può sapere
che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso
ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!”
Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere
l’opportunità di dire a Gesù:  “Sono qui a rapporto!” E’ strano come inviamo frasi e barzellette attraverso la posta elettronica…, però quando possiamo inviare
messaggi spirituali, ci pensiamo due volte prima di condividerli con altri. E’ strano come la lussuria cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il ciberspazio, mentre il parlare pubblicamente di Gesù sia evitato nelle scuole o nell’ambiente di lavoro.
E’ curioso, vero?
Ma ancora più strano è come qualcuno possa essere devoto a Cristo la domenica, ed al tempo stesso essere un cristiano invisibile per il resto della settimana. E’ strano pure se, quando hai terminato di leggere questo messaggio, non Lo invii alle persone della tua rubrica postale
perché non sei sicuro di ciò che ne penseranno.
Di ciò che penseranno di te. E’ curioso, mi preoccupo più di ciò che la gente pensa di me che di ciò che Dio possa pensare di me? Mettiti alla prova… Buona giornata. !!!!