Eccomi a rapporto!
Poco tempo fa una collega mi ha inviato un breve power point via mail,gesto che ho molto apprezzato. Ciò che questa persona di certo ignorava, è che, le parole contenute in quel brano, collimavano alla perfezione, con quelle che da mesi uso, e che mi hanno consentito di traghettare me stessa, parzialmente indenne, attraverso un anno scolastico che definire Horribilis è mero eufemismo…
Quando di dice la casualità degli eventi! Alcuni dei miei lettori ed un ristrettissimo gruppo di amici cittadini, sono a conoscenza dei problemi, piombati come inaspettate meteoriti dal dicembre scorso, nella mia quotidianità, inficiandola a tal punto, da minare anche il mio stato di salute fisico: ripetuti eventi che mi hanno catapultato in una situazione kafkiana ed irreale. Momenti lavorativi difficili,giorni nei quali ho sperimentato sulla mia pella sia la falsità, la maldicenza (accompagnata da minacce più o meno velate), da parte di certi individui, sia la tendenza a pararsi il deretano, da parte di altri! Questa esperienza mi ha insegnato molto:un profondo disincanto ed una nuova mindfulness… Al mio fianco, nei giorni più neri, ho trovato il sostegno di uno stuolo di ragazzini, tra gli 11 ed i 12 anni-a dimostrazione, che le mie scelte di vita sono corrette ed alla fine, pagano - E parecchi genitori. Alcuni decisamente speciali! Di quanto alcuni di loro siano unici, me ne sono resa conto ieri, ricevendo un inaspettato bigliettino da parte di una mamma di un mio alunno… So che questa persona, così come molte altre mamme, mi legge. A lei,dunque, dedico questo breve racconto come profondo ringraziamento per ciò che mi ha scritto…E’ stato balsamo sul cuore! Io sono così… e non posso essere diversa da così.
Un sacerdote stava camminando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava;
l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?”
L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è Jim a rapporto”.
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò Gesù.
Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
“Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava:
“Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”. Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo:
“L’infermiera si sbaglia… però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!”
Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l’opportunità di dire a Gesù: “Sono qui a rapporto!” E’ strano come inviamo frasi e barzellette attraverso la posta elettronica…, però quando possiamo inviare messaggi spirituali, ci pensiamo due volte prima di condividerli con altri. E’ strano come la lussuria cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il ciberspazio, mentre il parlare pubblicamente di Gesù sia evitato nelle scuole o nell’ambiente di lavoro.
E’ curioso, vero? Ma ancora più strano è come qualcuno possa essere devoto a Cristo la domenica, ed al tempo stesso essere un cristiano invisibile per il resto della settimana. E’ strano pure se, quando hai terminato di leggere questo messaggio, non Lo invii alle persone della tua rubrica postale perché non sei sicuro di ciò che ne penseranno.
Di ciò che penseranno di te. E’ curioso, mi preoccupo più di ciò che la gente pensa di me che di ciò che Dio possa pensare di me? Mettiti alla prova… Buona giornata. !!!!
